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Prato Sesia: Angelo Frasson ringrazia i Poeti del Concorso e fa un primo bilancio

Concorso Nazionale di Poesia Castello di Sopramonte

Il 15 giugno scadrà il termine per l’invio delle poesie al Concorso Nazionale “Il castello di Sopramonte”: tutte le poesie pervenute saranno pubblicate in un volume. Il giorno della premiazione, sabato 18 settembre, sarà resa nota la classifica stilata dalla Giuria esaminatrice e tutti i poeti premiati potranno leggere pubblicamente le loro poesie.

Angelo Frasson, organizzatore, ma soprattutto anima del concorso pratese di poesia, visibilmente soddisfatto, traccia un primo bilancio delle poesie pervenute da tutta Italia: “Oltre 120 poesie in italiano, una ventina in vernacolo, abbiamo ampiamento superato il 2020, anno nel quale erano pervenuti 104 componimenti.

Sono sempre più numerosi i poeti che si affidano al nostro concorso, riponendovi considerazione e fiducia – commenta Frasson – vorrei ringraziare tutti, ma in modo particolare le Nuove Penne: grazie all’impegno ed all’entusiasmo dell’insegnante Anna Rizzo, la classe quinta elementare di Prato Sesia ha partecipato in gruppo, presentando molte poesie. Questo interesse mi commuove e spero preluda ad un futuro in versi: constatare che i nostri bambini conoscono, amano e praticano la poesia mi rassicura. Insieme abbiamo affrontato un’emergenza terribile: la pandemia, per fortuna ne stiamo uscendo, ma ci ha insegnato qualcosa, sono emersi solidarietà e valori, come traspare anche da molte delle poesie inviate. Partecipare al Concorso di Prato, organizzato dagli Alpini, significa fare un piccolo gesto simbolico di speranza nel futuro. Un giorno quelle poesie salvate nelle pagine di un libro, serviranno a ricordare un momento della storia personale di chi ha scritto, ma anche faranno parte del patrimonio della Comunità”.

La bellezza salverà il mondo, scrisse Dostoevskij, queste parole rivolte dal giovane e tormentato Ippolit al principe Miškin, protagonista dell’Idiota, risuonano con particolare intensità nel 2021, in cui ricorrono i 140 anni dalla morte del romanziere russo (avvenuta nel 1881) e i 200 anni dalla nascita (11 novembre 1821). Quale bellezza salverà il mondo? Quello di ‘bellezza’ è il nome che si dà all’inequivocabile manifestarsi del bene. Un insieme di qualità che non hanno necessariamente a che fare con la forma armonica, perfetta e intatta. È il bello del bene. Esso consiste nel fatto che se necessario perde anche la faccia, se questo serve a preservarne l’integrità. Si tratta perciò di una bellezza che talvolta non si cura di poter apparire anche brutta, se questo resta segno della propria tenacia. E’ l’irremovibilità con cui la bontà custodisce la propria perseverante giustizia. A costo di tutto. Anche di perdere la perfezione della forma.

Forte di questa convinzione, come Presidente della Giuria, credo che siano ormai chiare le regole di lettura e di giudizio che ci siamo dati e che tengono conto, oltre che delle caratteristiche stilistiche e formali, anche del “fattore umano”, rappresentato dal “dono” fatto dai nostri poeti di un pezzetto della loro anima per migliorare la vita di tutti.

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