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Notizie dal territorio

Quando il Mercu Scûrot diventa poesia

Il Carnevale non vive soltanto di sfilate, maschere e coriandoli.
A volte continua a vivere nelle parole, nei ricordi, nella memoria.

Il Mercu Scûrot, cuore emotivo del Carnevale di Borgosesia, è una di quelle tradizioni che non si limitano a essere vissute: restano dentro. E, in alcuni casi, diventano persino poesia.

Quest’anno, mentre Borgosesia si prepara per il 173° Mercu Scûrot, trova spazio anche un riconoscimento importante per chi ama e apprezza le tradizioni come questa.

Una poesia premiata a livello nazionale e una menzione speciale

La composizione dialettale “La stra’a dal Mercu Scurot”, scritta da Mauro Campora, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento — secondo posto — nell’ambito del concorso nazionale di poesia “Storie e magie del Carnevale”, sezione poesie dialettali, promosso dall’associazione del Carnevale di Sant’Eraclio. Campora, ha inoltre ottenuto una “menzione speciale” per la poesia  “L Carlave’e dal Borg”.

Non è solo un premio.
È il segno di quanto una tradizione profondamente borgosesiana riesca a parlare anche oltre il proprio territorio.

Attraverso il dialetto, la poesia racconta quella “strada” simbolica che accompagna chi torna a casa dopo aver vissuto il Mercu Scûrot: un cammino fatto di attese, incontri, freddo di febbraio e bei ricordi che riaffiorano.

👉 Durante la cerimonia di premiazione è stato celebrato anche un gemellaggio simbolico tra il Carnevale di Borgosesia e quello di Sant’Eraclio. Leggi l’articolo sul loro ⇒ sito ufficiale

Il Mercu Scurot: chi lo ha vissuto lo sa

Chi ha vissuto almeno una volta il Mercu Scûrot lo sa bene.

Non è semplicemente un appuntamento del calendario.
Non è una giornata come le altre.

È diversa, sospesa tra festa e malinconia.
Un momento che chiude il Carnevale, ma apre inevitabilmente i ricordi.

Il Mercu Scûrot non è fatto di silenzio.
È fatto di suoni, di voci, di passi, di quella confusione familiare che ogni borgosesiano riconosce.

E proprio lì, dentro quel movimento continuo, trovano spazio anche i ricordi.

Ed è questa dimensione più intima che Campora riesce a catturare nei suoi versi.

Quando la tradizione ispira la scrittura

Il riconoscimento ottenuto dalla poesia dice qualcosa di importante.

Le tradizioni locali non sono solo folklore o memoria del passato.
Sono storie vive, capaci di trasformarsi in racconto, arte, letteratura.

Non è semplicemente una giornata di Carnevale.
Per molti, il Mercu Scûrot è memoria, abitudine, appartenenza.

Una strada che continua ogni anno

Questa poesia suona quasi come un filo che lega passato e presente, perché il Mercu Scûrot non è mai soltanto “quello di quest’anno”.

È quello di ieri.
Di chi c’era.
Di chi non c’è più.
Di chi continua, ogni anno, a percorrere quella strada.

Una strada fatta di memoria, identità e sentimenti che resistono al tempo.

La poesia

La stra’a dal Mercu Scurot

Al ghèe ’na straà c’at fai ’na vòta l’ann
’t la fai al tupp, ’n po’ puàa e d’aspertà
sensa ’ncìun c’at ten riva e par man
anca sa tei strac e mia dal tutt digurdì.

’Na straà pina ’d ricordi e ’d sentiment,
dopu ’na giurnà passaa ’n fee baldoria
sut bracett j amis e ’nsema la tua gent
e sul casù ’n ann pusè par fee la stòria.

E ’npass dree l’aut  cun ’n po’ ad nustalgia,
’t sautu ’n menti j amis ’di Carlavèi passai:

l’Ugo, al Pitu, al Pier, al Sergio d’an Cartia,
quand la bunanocc a l’era: “ciau matai”.

Cun i man gelai, i pei al frecc e ’n po’
rutund
T’at nu vai vers al cepp dal camin d’la tua cà,

…e ta smia da essi al padrun dal mund,
…anca sa la t’aspecìa ’na quai strapassà.

Ma prima t’at fermi davant a cul purtun
Cun la mantella faccia sù e ’l cilindru ’n testa

E ’t pensi a tanti agn fa, …che emusiun
par cul basin suta la sua cà a la fin d’la festa.

Cula straà c’at fai ’na vòta l’ann e pian
pianot
A l’è la straà c’at fai a la sei dal Mercu
Scurot

🖤 Il Mercu Scûrot torna ⇒mercoledì 18 febbraio 2026.
Borgosesia vi aspetta!

 

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