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Si è svolta a Valduggia una conferenza e una mostra d’Arte per parlare di “prevenzione del cancro”

Il 25 febbraio 1922 a Bologna nacque la Federazione Italiana per la Lotta contro il Cancro: cento anni fa ci si interrogava già su questa malattia, cercando di curarla e poi, in anni più recenti, di prevenirla. Nello stesso anno dalla Fonderia di campane Achille Mazzola di Valduggia venivano fuse cinque campane in Do3 per Velo D’astico, in provincia di Vicenza, utilizzando il bronzo dei cannoni della Serenissima, trasformati da strumenti di guerra a strumenti musicali.

Dopo il saluto del Sindaco di Valduggia, Luca Chiara, la professoressa Maria Costagliola Auteri, Fiduciaria Lilt di Borgosesia, che fa capo all’Associazione Provinciale di Vercelli, ha presentato l’iniziativa, realizzata in collaborazione con il Comune di Valduggia e con il Museo delle Campane, allestito e curato dalla famiglia Barlassina: una conferenza sulla prevenzione e sugli screening del tumore mammario, tenuta dal Dottor Domenico Manachino, Presidente della LILT, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Vercelli e dalla Dottoressa Loretta Caliman.

Manachino, oncologo, ha parlato ampiamente della “cultura della prevenzione”come metodo di vita (prevenzione primaria: stili e abitudini di vita, lotta al tabagismo ed alla cancerogenesi ambientale e professionale, corretta e sana alimentazione, regolare attività fisica; secondaria: procedure accelerate di diagnosi sempre più precoci e terziaria: prendersi cura del malato, degli aspetti riabilitativi – fisici, psicologici, sociali ed occupazionali – e dei familiari), sottolineando anche l’importanza dei vaccini, citando quello che oggi viene fatto prima dei dodici anni, contro il papilloma virus, per eradicare il tumore del collo dell’utero. Aderire alla prevenzione è fondamentale: il tumore alla mammella oggi colpisce una donna su otto, lo Screening Prevenzione Serenapre vede mammografie gratuite, non comprende le donne con meno di quarantacinque anni, perché nell’età fertile il tessuto è denso e la ghiandola mammaria è ancora attiva. La colonscopia è un altro esame importante, per individuare polipi che preludono l’insorgenza del tumore, così come l’esame del PSA permette diagnosi precoci di tumori alla prostata. Per il tumore del polmone, che oggi ha una mortalità che si attesta intorno al settantacinque per cento, si stanno sperimentando TAC ad alta risoluzione, senza contrasto, per forti fumatori dai quarantacinque ai settant’anni. La cura del tumore oggi è estremamente personalizzata: si parla di “taylorizzazione”, perché viene “cucita su misura”, mentre i protocolli terapeutici sono standardizzati in tutto il mondo.

La Dottoressa Loretta Caliman, che fa parte della Lilt da molti anni, ha presentato progetti di prevenzione attivati in provincia di Vercelli: Petali di Loto, è un gruppo che accoglie le donne che hanno avuto problemi di tumore al seno, ma si è notato che ci sono molti casi di insorgenza precoce del tumore, e quindi  è stato creato il progetto: Sui passi di Venere, che offre alle giovani donne, di età compresa tra i trenta e i quarantacinque anni, un’ecografia gratuita al seno ogni due anni, effettuabile presso la Casa di Cura “Mons. Luigi Novarese” nella località Trompone di Moncrivello, a Borgosesia, presso lo studio ecografico Uffredi e presto anche a Vercelli, presso l’ambulatorio messo a disposizione da Confartigianato. I fondi che servono a finanziare queste iniziative provengono da donazioni, offerte e da quanto si raccoglie in manifestazioni organizzate per sensibilizzare al problema, come le recenti sfilate di moda di donne operate al seno, realizzate al Sacro Monte di Varalloe  a Vercelli.

Alle parole dei due relatori, molto chiare e serene, hanno fatto seguito numerose domande che hanno trovato risposte puntuali.

Al termine è stata inaugurata la mostra collettiva:“Emozioni di donna alla quale hanno aderito più di trenta artisti del territorio, molti dei quali fanno parte dell’Associazione Stop solitudine, fondata da Betty Balzano, che ha una sede anche a Maggiora, dove un gruppo di persone si ritrova settimanalmente con il Maestro Mario Antonetti per esprimere le proprie emozioni attraverso l’arte, altri legati ad altre Associazioni d’arte che promuovono mostre e organizzano incontri e corsi. L’esposizionedi quadri, sculture, fotografie, arte figurativa ed astratta, curata da Caterina D’Agostino, con la collaborazione di Simonetta e Giovanni, propone opere di insegnanti e allievi, uomini e donne, di età compresa tra i venti e i novantacinque anni: Angelo Carena, novantacinque anni e Enrico Fraschetti, novantaquattro, erano gli artisti meno giovani ed esponevano rispettivamente un acquerello ed un intarsio realizzato con pietre dure. Il soggetto femminile è stato declinato in vari modi e con tecniche diverse, dall’olio, all’olio spatolato, all’acrilico, alla grafite, ai pastelli, al materico: Caterina D’Agostino, utilizzando gli straccetti acchiappacolore, ha raffigurato una giovane donna, provata dalla malattia, che allatta al seno un bambino, trasmettendo la forza della vita. Gli scultori hanno realizzato figure femminili allungate,protese verso la verticalità, Piero Motta, che utilizza esclusivamente rottami ferrosi, ha proposto due figure femmili molto ironiche. La mostra sarà visitabile anche il 29 e il 30 ottobre dalle 15 alle 18.

Il pomeriggio si è concluso con la presentazione di questo originale Museo delle Campane: Kiria Golia ha tracciato la storia della presenza delle fabbriche di campane a Valduggia, ascrivibile all’inizio delQuattrocento, favorita dalla presenza di caolino e argilla, oltre che di boschi per ricavare il legname con il quale alimentare i forni. E’ stato ipotizzato che la presenza dell’artista Gaudenzio Ferrari,possa aver ispirato alcuni fregi di gusto rinascimentale, che abbelliscono le campane Mazzola. Nel 1873 i fratelli Mazzola, Roberto e Luigi, si divisero e crearono due fabbriche. Nel 2003 si concluse la secolare storia della produzione di campane a Valduggia, le fonderiedovettero chiudere perché non era stato possibile adattarsi alle norme antinquinamento: i forni a riverbero, e non elettrici, mantenevano le antiche modalità di produzione tramandate nei secoli, che sono state illustrate da Carlo Barlassina, che acquistò il sito della fabbrica di Achille Mazzola e cominciò a raccogliere materiale sulla storia delle campane, realizzando il museo, che oggi partecipa ai Luoghi del cuore del FAI: il progetto che raccoglierà più firme sarà finanziato dal FAI centrale. Si è già a buon punto. In seicento anni di attività a Valduggia sono state fuse trentacinquemila campane: la campana più antica, risalente al 1475, si trova a Luzzogno e reca la caratteristica “M” sormontata da una stella, il “logo “ dei magistri campanari Mazzola, provenienti da Soriso e da Cassano D’Adda.

E’ stato davvero un pomeriggio completo, che ha abbinato informazione scientifica, arte, storia ed economia del territorio, offrendo a coloro che sono intervenuti molteplici stimoli di riflessione.

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