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Ufficializzata la nascita della Comunità Slow food per la tutela del pesce d’acqua dolce delle Alpi

“Insieme, per il pesce d’acqua dolce”.
Nasce la Comunità Slow Food per il pesce delle Alpi e Prealpi Occidentali

Siglata lunedì 18 luglio al ristorante Piccolo Lago di Verbania la nascita della Comunità Slow Food per il pesce delle Alpi e Prealpi occidentali.

È ora di unirci per il bene di tutta la filiera che gravita attorno al tema della pesca nei nostri laghi e nei nostri fiumi, è ora di dialogare, di confrontarci, di mettere in atto azioni collettive che possano portare un valore aggiunto e benefici a tutta la collettività.

È quanto hanno condiviso i tanti soggetti che nella giornata di lunedì 18 luglio si sono dati appuntamento al ristorante Piccolo Lago di Verbania, in occasione del primo incontro di quest’anno firmato dall’associazione Gente di Lago e di Fiume, di cui presidente è proprio lo chef Marco Sacco.

L’appuntamento dedicato dall’associazione Gente di Lago e di Fiume all’alborella, specie sempre più rara nelle nostre acque. PierPaolo Gibertoni, vicepresidente e veterinario, ittiologo eittiopatologo ha raccontato come questo pesce sia in difficoltà negli ultimi anni per via della mancanza di cibo e per il gran numero di predatori con i quali si trova a lottare ogni giorno per sopravvivere. Oggi in Piemonte e Lombardia, la pesca delle alborelle è vietata proprio per tutelare questa specie, molto diffusa fino agli anni 70 e ora a rischio estinzione.

Durante la mattinata, è avvenuta poi la firma ufficiale della dichiarazione fondativa della Comunità Slow Food per il pesce delle Alpi e Prealpi occidentali.

A dare vita a questo nuovo nodo della rete della chiocciola, diverse sedi di Slow Food sui vari territori coinvolti, la Condotta delle Colline Novaresi insieme a quelle del Lago Maggiore e Verbano, di Varese e Valle Ossola, ma anche altri realtà che hanno a cuore i temi legati al pesce d’acqua dolce tra cui il Circolo di Legambiente Gli Amici del Lago di Arona, La Casa del Lago di Verbania, l’associazione Gente di Lago e di Fiume, l’associazione La Pinta e anche pescatori professionisti e dilettanti, ricercatori scientifici, istituti scolastici, ristoratori, divulgatori e semplici cittadini.

“La biodiversità è il bene più prezioso che abbiamo – ha rilevato la vicepresidente di Slow Food Italia Roberta Billitteri – è soltanto grazie alla sua difesa attraverso l’impegno dei territori, di una rete di territori e progetti come questo che possiamo farcela; così facendo mettiamo in atto una nuova rigenerazione, che è anche il tema dell’edizione di quest’anno di Terra Madre che si terrà a Torino a settembre.”

L’appuntamento dedicato dall’associazione Gente di Lago e di Fiume all’alborella, specie sempre più rara nelle nostre acque, è stato anche il momento per la condivisione del proprio impegno con il mondo di Slow Food.

“Questa giornata ha per noi un significato particolare – ha affermato Marco Sacco, chef del Piccolo Lago e presidente dell’associazione – perché sancisce l’incontro con la grande realtà di Slow Food, con la quale condividiamo impegno e passione portati avanti per anni, ma anche preoccupazione per quanto sta accadendo a livello globale come vicino a casa nostra, il cambiamento climatico, le difficoltà crescenti che ciascuno di noi vive ogni giorno in prima persona.”

Comunità per il pesceha sottolineato Maria Cristina Pasquali, della Condotta del Lago Maggiore e Verbano, coordinatrice del progetto – perché il nostro obiettivo non è solo quello di contribuire alla rigenerazione della filiera che lega pescatore, ristoratore e consumatore, ma anche quello di cooperare per la tutela degli habitat nei quali il pesce vive.”

Portavoce della Comunità è stato designato Andrea Mosini della Casa del Lago di Verbania, sede operativa della Comunità. Insieme a lui il primo coordinamento sarà formato da Marco Sacco, Maria Cristina Pasquali, Massimiliano Caligara del Circolo Legambiente di Arona, Rolando Saccucci della Condotta Slow Food di Varese/ASD Pescatori Alto Verbano e dal giovane chef Daniele Bossi.

La Comunità, secondo la filosofia delineata da Slow Food Internazionale, non è formata da rappresentanze di istituzioni, ma da “persone”: soggetti portatori di conoscenze individuali oppure dell’esperienza generata dalle associazioni o dagli enti ai quali appartengono. I firmatari sono già più di trenta, provenienti da Piemonte e Lombardia. Il loro numero è destinato a crescere rapidamente (la sottoscrizione è aperta a tutti) ed è in corso un dialogo costruttivo anche con persone interessate provenienti dal Canton Ticino.

La neonata Comunità entrerà nella rete di Slow Fish, l’importante organizzazione di respiro internazionale che pone al centro dell’attenzione le problematiche della pesca e ogni due anni rende Genova un’interessantissima piazza di confronto mondiale.  Molte sono le azioni importanti che si vorrebbero portare avanti, tra le quali la collaborazione con enti, istituzioni e associazioni nell’ambito di azioni di studio e di tutela degli ecosistemi lacustri e dei bacini idrografici connessi.

In questa prima fase la Comunità si ripropone di organizzare incontri periodici di confronto/ coordinamento/ progettazione tra i diversi soggetti appartenenti alla filiera del pesce, di contribuire alla costituzione di una raccolta di materiali informativi e di organizzare interventi divulgativi, educativi e promozionali.

Qui sotto una gallery dell’evento del 18 Luglio.

 

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