BorgosesiaNotizie dal territorio

Vanzone e Isolella: un grande successo per le Giornate FAI d’Autunno

Pieno successo per le Giornate d’Autunno del FAI, organizzate dal FAI Delegazione della Valsesia: il Capo Delegazione, Mario Manfredi, sempre presente, senza mai un cedimento, e soprattutto disponibile nel rispondere a domande, o richieste emerse dai “suoi” volontari e dagli studenti coinvolti, che si sono sentiti apprezzati e “coccolati”, ha confermato che i risultati di queste Giornate, concomitanti con la Fiera del Bestiame di Doccio e con il Rally del Rubinetto, hanno sorpreso tutti.

Lasciamo parlare i numeri: nei due giorni sono stati registrati quasi duemilacinquecento passaggi, l’interesse riscosso dall’apertura dell’industria Toscanini, ideatrice e produttrice dei famosi “portabiti”, è stato altissimo: 1527 passaggi, seguiti dai 497 della chiesa di Sant’Agata a Isolella e dai 425 di Vanzone, con la chiesa di San Giacomo, la Madonna del Pontetto e il Percorso Naturalistico dei Lagoni.

La bravura degli organizzatori e dei formatori dei ragazzi delle scuole superiori valsesiane, che hanno aderito numerosi e con grande entusiasmo, si sono rivelati ancora una volta premianti: tutto era stato pianificato e preparato con molta cura. Purtoppo i danni causati da un forte temporale non hanno consentito di salire a Santa Maria per vedere la Messa di San Gregorio, ma la Professoressa Donata Minonzio l’ha magistralmente illustrata nella prima delle due “Lectio magistralis”, tenuta nella chiesa di San Giacomo di Vanzone, mentre la seconda è stata dedicata agli affreschi pre-gaudenziani della chiesa di Sant’Agata a Isolella, riemersi in occasione dei recenti interventi di restauro, aprendo una nuova pagina nella conoscenza dell’arte valsesiana.
L’accoglienza della famiglia Toscanini è stata davvero calorosa: per la prima volta un vasto pubblico ha potuto compiere l’articolato percorso che porta le tavole in legno delle varie essenze a trasformarsi in “portabiti” dai design più avveniristici, mostrando tutte le fasi di lavorazione realizzate da operai specializzati e da robot che gestiscono alcuni passaggi in automatico, senza prescindere dal controllo finale eseguito da personale esperto. L’evoluzione tecnologica, evidenziata dall’utilizzo dell’innovativo tornio a controllo numerico e dalla levigatura automatizzata, quest’ultima introdotta nel 2010, si coniuga con la storia di un’Azienda del territorio che ha compiuto cento anni. Per festeggiare quel “compleanno centenario” cinque artisti piemontesi, Tommaso Verdesca, Fabio Nicola, Christian Costa, Silvano Rotti e Daniele Verdesca, hanno realizzato opere d’arte, ossia dei portabiti-scultura ispirati ai valori e alla storia dell’azienda, che sono state esposte e stupivano per l’originalità e la creatività. Da Toscanini si sono alternati ventisei ragazzi del Liceo di Borgosesia, coordinati dalle professoresse Maria Piccolo e Francesca Vigone, e quindici dell’Istituto Alberghiero di Varallo, guidati dalla professoressa Tamara Delconte, che hanno raccontato anche la sostenibilità ambientale, sia del processo di lavorazione, che dell’approccio olistico dell’Azienda.
Alla chiesa di Sant’Agata i visitatori erano accolti da dieci studenti dell’Istituto Cardinal Mercurino di Gattinara seguiti dalla professoressa Samanta Viazzo.
Attraversato il ponte che unisce le due sponde della Sesia, i visitatori, salendo verso la frazione di Vanzone, hanno incontrato un’interessante sorpresa: il laboratorio di vetrate artistiche Vitrea, dai cui forni escono i vetri dipinti con grisaille e smalti e splendide vetrate cattedrale, a tema sacro e profano, che dal 2004 ha sede nei locali della vecchia stazione di Isolella-Vanzone.
Il professor Giacomo Gagliardini si è avvalso della presenza di venticinque studenti dell’Istituto Superiore D’Adda di Varallo per “presidiare” Vanzone con la chiesa di San Giacomo e quella della Madonna Addolorata. Il percorso naturalistico, che si snodava tra aceri, castagni e noccioli, raggiungendo l’incantevole faggeta al confine tra i boschi dell’alta Valsesia e la parte bassa della valle, è stato ideato e realizzato da quindici studenti dell’Istituto Agrario Bonfantini di Romagnano, preparati dal Professor Massimo Bozzalla, che introduceva il “miracolo” della fotosintesi clorofilliana citando un racconto di Primo Levi, pubblicato nel Sistema periodico. L’atomo di carbonio, inchiodato da un raggio di sole combinato con idrogeno e inserito in una catena. Tutto questo avviene rapidamente, in silenzio, alla temperatura e pressione dell’atmosfera, e gratis: “Questa chimica fine e svelta è stata “inventata” due o tre miliardi d’anni addietro dalle nostre sorelle silenziose, le piante, che non sperimentano e non discutono, e la cui temperatura è identica a quella dell’ambiente in cui vivono”. Per queste tappe “naturalistiche” del percorso FAI si ringrazia per la preziosa collaborazione il Sindaco di Borgosesia Fabrizio Bonaccio e l’AIB, Associazione Antincendi Boschivi, il cui referente, Corrado Busnelli, collabora sempre con il FAI.

I volontari della Delegazione della Valsesia del FAI che hanno gestito la logistica e i tavoli di accoglienza sono stati venti sabato e venti domenica: l’impegno è stato grande, ma, come amava ricordare la fondatrice, Giulia Maria Crespi: “Il lavoro volontario è il più nobile dei lavori”, perché attivato non solo per il FAI, ma per il paese.
Il passaggio di un numero così elevato di persone ha consentito ai volontari FAI di illustrare l’attività del Fondo per l’Ambiente Italiano, e quindi molti hanno rinnovato le tessere di iscrizione, o hanno deciso di iscriversi per la prima volta. I visitatori si sono dimostrati anche molto generosi nelle oblazioni, che verranno inviate a Milano, alla sede del FAI centrale, per essere destinate alla salvaguardia del Patrimonio Nazionale.

 

Guarda tutto

Guarda altre notizie

Lascia il tuo commento

Back to top button