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Varallo: con Imago Verbi si è parlato di anoressia, bulimia e obesità

IMAGO VERBI: IL NOSTRO PANE “un tesoro da condividere”:
SECONDO APPUNTAMENTO
Disturbi dell’alimentazione: anoressia, bulimia, obesità:
ne ha parlato il Professor Secondo Fassino

Sabato 28 maggio, al Centro Congressi di Varallo, secondo appuntamento del progetto di Imago Verbi – Arte e Spiritualità: “Il nostro pane”, dedicato a: Disturbi dell’alimentazione: anoressia, bulimia, obesità. Moderatore dell’incontro il Professor Claudio Colombo, docente I.P.S.S.AR. Pastore. Il relatore, Professor Secondo Fassino, Ordinario f.r. di Psichiatria all’Università di Torino, autore di oltre trecentocinquanta pubblicazioni, tra studi, ricerche, libri, tra i quali il Manuale di psichiatria biopsicosociale, è stato presentato da Marinella Mazzone, psichiatra, Presidente del Centro Studi Giovanni Turcotti, già Direttore del Dipartimento di Salute Mentale ASL 11 Vercelli.

Un tempo la psichiatria non si occupava dei disturbi alimentari, poi il fenomeno è “diventato una valanga”, peggiorando ancora nel periodo del COVID. Si stima che nel mondo siano circa tre milioni le persone interessate e che continui ad abbassarsi l’età in cui queste patologie si manifestano, con un aumento anche di casi maschili. L’anoressia e la bulimia, secondo i dati OMS, sono la prima causa di morte per malattia tra i dodici ed i venticinque anni.

Fassino ha esordito dicendo che è un costo non curare in modo appropriato: “L’anoressia è una malattia emblematica ed enigmatica, viene definita anche malattia cultural-dipendente: se non viene diagnosticata al suo esordio, si complica, scoraggiando familiari e medici, è segnale di un disturbo nello sviluppo della personalità”. E’ importante fare prevenzione, partendo proprio dai genitori, perché la terapia è molto complessa: “Ogni euro investito in psicoterapia ad orientamento psicodinamico, l’unica cura efficace, ne fa risparmiare quattro”.

Dopo aver spiegato come un introito calorico inferiore al fabbisogno causi dimagrimento, ma dimagrendo molto anche il cervello perde peso e soprattutto perde connessioni, come reazione psicopatologica ad una malattia corporea, Fassino, proiettando quattro opere d’arte famose, ha efficacemente descritto le varie fasi della cura: occorre attivare un’empatia con il paziente, per capire che tipo di personalità abbia: “Il cervello di una donna è stato dimostrato che ha un maggior numero di collegamenti tra la parte destra e quella sinistra, mentre in quello maschile esistono più collegamenti tra parte anteriore e posteriore”. Nella cura si manifesta la resistenza, cioè l’opposizione al trattamento: “C’è chi ci mette tre mesi a prendere tre chili, invece di venti giorni, trasmettendo un contagio di disperazione agli operatori sanitari. L’incoraggiamento significa trasmettere fiducia, coinvolgere e supportare anche i genitori che chiedono aiuto, perché da soli non possono farcela”.

Marinella Mazzone ha definito l’intervento del Professor Fassino “Lectio magistralis” per la sua capacità di approfondire e di esemplificare, facilitando la comprensione di quanto enunciato.

Nella seconda parte sono intervenute le Dottoresse del Centro di Salute Mentale ASL Vercelli, Fausta Marocchino, psicologa e psicoterapeuta e Olivia De Donatis, psichiatra, Dirigente Responsabile del territorio dell’ASL Vercelli, per dare un quadro della situazione locale. “E’ stato creato un ambulatorio per trattare i disturbi alimentari di primo livello: le richieste vengono vagliate da uno psicologo, che valuta le singole situazioni e le sottopone all’attenzione di un nutrizionista, di uno psichiatra e di un neuropsichiatra infantile. Si sottoscrive con il paziente un patto terapeutico, un impegno alla cura”, ha spiegato Marocchino, mentre De Donatis ha fornito alcuni dati numerici davvero allarmanti: “Nel 2019 nell’ASL VC erano state prese in carico venticinque persone tra i quattordici ed i trent’anni, nel 2020 ventotto, nel 2021 quarantotto, nel 2022 i pazienti sono già venti”. La Dottoressa De Donatis, che si occupa di adulti, over trenta, ha sottolineato che a Vercelli sono seguite quindici donne, dieci a Borgosesia, e anche un uomo: questi dati ci danno la misura di un fenomeno in crescita.

Don Roberto Collarini, parroco di Varallo, ha proposto alcune considerazioni sull’empatia, riferite ad un’epoca come la nostra in cui si avverte una forte crisi del sociale e delle istituzioni: “Per consolare gli altri occorre porli al centro, mentre nella nostra cultura, sempre più individualistica e narcisistica, al centro poniamo noi stessi. Oggi più che mai c’è bisogno di curare le tante e varie fragilità”.

Rita Galletti è intervenuta nel dibattito sottolineando l’importanza della “rete del volontariato”, e ricordando i tempi in cui c’era un maggior sviluppo della medicina scolastica e dell’educazione sanitaria, che, se venissero di nuovo attivate, aiuterebbero ad individuare con maggior tempestività alcuni segnali di disagio e di incipiente patologia.

 

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