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Varallo: inaugurata la “Fenice” , scultura di Ruben Bertoldo, presso il Muntisel

Il 20 aprile 2018 un devastante incendio aveva distrutto la Casa Valsesiana al Muntisel, divorando i ricordi di intere generazioni che erano passate per quei giardini, popolati un tempo anche dagli  animali di un piccolo giardino zoologico.

«Verrà rifatto esattamente come era prima, con le stesse caratteristiche. E’ un patrimonio che la città non deve e non può perdere così»: aveva dichiarato il Sindaco.

A distanza di soli quattro anni il Muntisel ha riaperto al pubblico, la Casa Valsesiana è stata interamente ricostruita. L’architetto varallese Marco Torri, firmatario del progetto per conto del Comune di Varallo, ha recuperato l’edificio che era stato costruito nel 1954, valorizzandolo attraverso un’accurata scelta di materiali tipici valsesiani. Al piano interrato sono state collocate cucina, depositi, spogliatoio, bagno e centrale termica a pompe di calore, tutto interamente elettrico, per evitare eventuali rischi. Al piano terreno si trova la sala ristorante e vi si accede dall’ingresso principale. Al piano superiore, dove un tempo c’era l’appartamento del custode, è stata ricavata una seconda sala ristorante. Anche le balconate, interamente realizzate in legno in stile valsesiano, sono state predisposte per poter sistemare tavoli e sedie così da permettere di pranzare e cenare all’aperto, godendosi la vista sul fiume e sui tetti della città.

La gestione del ristorante è stata affidata allo chef Giorgio De Fabiani e alla moglie Chiara Maccagnan, dell’Hostaria Bricai di Rassa, unico in Valsesia ad aver ricevuto il “cappello” della prestigiosa Guida dell’Espresso, essendo stato inserito tra le pagine de “I Ristoranti e i Vini d’Italia 2021.

Il parco, che circonda l’edificio, sta rinascendo sotto le cure del Comune e del nuovo gestore. Presto sarà completato anche l’accesso per disabili, che aggirerà le strette scale in pietra di fiume ai lati del monticello.È stata rimossa e verrà restaurata la storica scultura del camoscio che da sempre caratterizzava il giardino pubblico.

Sabato 4 giugno è stata inaugurata una nuova opera d’arte, che caratterizzerà la rinata Casa Valsesiana.

La scultura, che s’intitola non a caso Rinascita, progettata e realizzata dall’artista gattinarese Ruben Bertoldo, ha cominciato a prendere forma a gennaio ed è stata completata e posizionata in primavera. Quattrocento chilogrammi di acciaio sono stati necessariper plasmare la Fenice, il leggendario uccello che rinasce dalle proprie ceneri, a simboleggiare come le difficoltà possano forgiare lo spirito dell’uomo, inducendolo a ricominciare, così come l’amministrazione comunale volle la rinascita di questo luogo simbolo per Varallo. La fenice nel petto racchiude un listello carbonizzato del vecchio tetto, trait d’union tra il vecchio e il nuovo, tra passato e presente, che di notte s’illumina di rosso e riflette sull’acqua della fontana, simbolo di rinnovata vita.

All’inaugurazione erano presenti l’artista gattinarese Ruben Bertoldo, il suo aiutante Cloud, il Sindaco di Varallo, Eraldo Botta, il Vice Sindaco, Pietro Bondetti, ilConsigliere Marco Molino, cui l’Amministrazione aveva delegato il compito di seguire tutte le fasi del cantiere, il Vice Sindaco di Gattinara, Daniele Baglione, il Sindaco di Gargallo, l’architetto Marco Torri, ed alcuni artisti amici di Bertoldo e che partecipano a Borderline. Lo chef De Fabiani e la moglie hanno offerto ai presenti un raffinato aperitivo.

Come nacquero il Muntisel e la Casa Valsesiana

Il Muntisel, promontorio che faceva parte dell’antico parco monastico del convento di Santa Maria delle Grazie, lungo la salita che dalla Chiesa porta al Sacro Monte, fu giardino pubblico dal 1873. Nel 1935fu nominato Direttore del Muntisel Ezio Grassi che, dopo aver rilevato lo stato di abbandono in cui versava il giardino, si propose di trasformarlo. In un articolo pubblicato sul Monte Rosa il 1giugno 1940, si diede notizia che era di nuovo aperto al pubblico il Muntisel, giardino pubblico di Varallo, arredato da settantaquattro panche e dodici sedie, che potevano ospitare quattrocento persone a sedere. Sull’altura più elevata nel 1954 sorse la Casa Valsesiana, che richiamava le strutture architettoniche delle case walser, con le tipiche balconate in legno e i loggiati arcati in muratura che caratterizzavano l’architettura della bassa e media valle.Nel luglio 1955 la RAI per il Gazzettino Padano intervistò Ezio Grassi che illustrò il giardino pubblico di Varallo Muntisel, trasformato due anni dopo in un piccolo parco zoologico, con gabbie e grandi voliere.Oggi il giardino è intitolato alla memoria di Ezio Grassi.

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