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Varallo: presentato il libro di Ivan Campagnolo su Nello Olivieri un eroe della Resistenza

A Varallo, sabato 2 aprile 2022, è stato presentato il volume: Nello Olivieri. Vita e morte misteriosa di un eroe della Resistenza, di Ivan Campagnolo, edito dall’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese, in Valsesia. L’incontro è stato dedicato alla memoria di due protagonisti della Resistenza e testimoni delle vicenda di Nello: Giacomo Allegra e Wanda Canna, scomparsi recentemente.

Ivan Campagnolo, poeta per inclinazione, ricercatore storico per passione, ha dedicato tre anni per approfondire lo studio della figura del comandante partigiano Nello Olivieri, definito un “eroe” per il coraggio che lo caratterizzò nei ruoli di primo piano nella lotta, esponendosi sempre in prima persona. L’anello che non tiene in quella vita prematuramente conclusa sono le vicende in cui avvenne la sua morte il 27 agosto 1944 in frazione Merlera di Cellio. Campagnolo è scettico rispetto alla versione ufficiale e attraverso interviste a coloro che furono compagni di Nello, fonti documentarie e bibliografiche e innumerevoli sopralluoghi sul luogo in cui Nello e Aldo Chiara furono colpiti e persero la vita, dai quali emersero interessanti ritrovamenti balistici, dopo più di settant’anni ha formulato un’altra ipotesi, assai più inquietante, rispetto alla “Memoria ufficiale”: Nello era troppo bravo e a qualcuno questo diede fastidio. L’altra vittima di quel 27 agosto fu Aldo Chiara, sposato con una bambina e in attesa della seconda figlia, che sarebbe nata nel febbraio dell’anno successivo: “Un ragazzo che si comportò in modo eroico, sacrificando la propria vita per proteggere la ritirata dei compagni che trasportavano Nello. Il suo corpo non fu ritrovato che tre giorni dopo, già in decomposizione, con il mitra inceppato”.

Lo storico Alessandro Orsi, che in “Ribelli in montagna” della vicenda di Nello ha accettato l’interpretazione tradizionale: “Due pezzi di Italia che si mescolano, si combattono, scambiandosi le divise”, ha tratteggiato il quadro resistenziale introducendo la presentazione: “Nello Olivieri era un brillante ex ufficiale dell’esercito regio che scelse di entrare nelle fila della Resistenza: grazie all’apertura ideologica del Comandante Cino Moscatelli, nella Resistenza venivano accolte anche persone ideologicamente di segno diverso, come il Capitano Prinetti, o lo stesso Nello Olivieri, che portarono regole organizzative e di disciplina importanti per combattere in maniera meno spontaneista, non più “guerriglieri inquieti”, ma combattenti con tattica militare. Nello ebbe un importante ruolo nell’organizzazione della Resistenza nella zona del monte Briasco, si distinse nei giorni di quella che fu chiamata “Valsesia Libera”.

Il libro è scritto in modo molto originale, con un periodare talvolta da prosa poetica, un argomentare ampio, pervaso di lirismo: il profilo di Nello viene sbozzato con evidente ammirazione. Un pregio del libro è rappresentato dal ricco apparato iconografico, che presenta anche immagini inedite.

Furono le parole di Giacomo Allegra, Birba, a far emergere una versione dissonante rispetto alla versione ufficiale: “Mi sono appassionato a Nello proseguendo nella ricerca, convincendomi che la versione data della sua morte fosse stata accomodata per coprire uno sbaglio, o una mancanza: per me fu davvero un eroe della Resistenza, sempre davanti, in prima persona. Esaminando i nuovi elementi che avevo trovato iniziai a scrivere un testo revisionista, non per sminuire la vicenda resistenziale, ma per cercare di avvicinarmi alla verità storica”. Quella pallottola che colpì Nello al ginocchio, recidendo l’arteria femorale e portandolo a morte per emorragia, resta ancora misteriosa.

Pagano ha osservato che, come in altri casi analoghi, di fatto non si accetta che un eroe possa morire e soprattutto che muoia banalmente, l’assenza di fonti fasciste della vicenda genera dubbi di per sé: “I gialli d’invenzione sfociano in una soluzione, i gialli veri della storia purtroppo no”.

Il libro sarà presentato a La Spezia e si spera anche a Villafranca, il paese natale di Nello, nella Lunigiana. Daniele Todaro, sindaco del Comune di Cellio con Breia, ha dato la notizia che su proposta del Comune di Madonna del Sasso si intende attrezzare con quattro pannelli esplicativi il sentiero “Nello”: il 27 agosto saranno inaugurati e uno di essi sarà dedicato alla Resistenza al femminile, alle due staffette partigiane Wanda Canna e “Biancaneve”, originaria di Boleto.

I Georgiani vennero considerati dai tedeschi di razza ariana, appartenenti ad un’etnia a parte rispetto a quelle che compongono l’Unione Sovietica e ne arruolarono trentamila, molti dei quali però disertarono e passarono tra i partigiani.

Una delle eredità di Nello è il bel rapporto di amicizia che lega l’Italia con la Georgia: all’incontro era presente una rappresentanza dell’Associazione Georgia – Italia.

Nel ricco dibattito, seguito alla presentazione, sono emerse voci ed opinioni diverse, concordi però nell’apprezzare l’onestà intellettuale dell’autore, Ivan Campagnolo, che ora sta scrivendo un nuovo libro sui fatti di Dongo.

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