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Varallo: presentato il volume “I Walser di Rimella. Scritti 1990-2016

Sabato 10 dicembre, nella Sala Conferenze della Biblioteca, gremita di un pubblico scelto e “coinvolto” nel tema della Cultura Walser – da Michele Musso, Presidente dell’Associazione Augusta di Issime, Rolando Ballestroni, Presidente Centro Studi Walser di Campello Monti, Paola Borla, Responsabile dello Sportello Linguistico Walser, Cristina Leonardi, Segretaria del Centro Studi Walser di Rimella, che vestivano il costume tradizionale, lo scrittore romagnanese Gaudenzio Cometti, autore del romanzo: L’Oro dei Walser–  è stato presentato il volume: Augusto Vasina, I Walser di Rimella, Scritti 1990 – 2016, curato da Massimo Bonola, edito dal Centro Libri di Varallo, giunto alla quinta pubblicazione di questi “esercizi di ginnastica per l’anima”, i libri che contribuiscono a far conoscere e a promuovere l’identità culturale del nostro territorio, come ha spiegato Claudia Manzoni, che rappresentava la Presidente del Centro Libri Punto d’Incontro, Rosa Angela Canuto. Miriam Giubertoni, responsabile editoriale e curatrice dell’”allestimento” del volume ha sottolineato l’importanza della presenza di un editore e soprattutto  l’attribuzione a ogni libro del codice ISBN che lo inserisce nei data base internazionali, rendendolo visibile in tutto il mondo.

Significativa anche la presenza in sala di amministratori: il consigliere regionale Angelo Dago, rimellese, l’Assessore alla Cultura dell’Unione Montana, Attilio Ferla, l’Assessore alla Cultura del Comune di Varallo, Enrica Poletti, accompagnata dalla Consigliera Antonella Galasso.

Mario Remogna, Presidente del Centro Studi Walser di Rimella, si è chiesto cosa avrebbe pensato Augusto Vasina della presentazione pubblica, in Biblioteca a Varallo: “Certo con la sua modestia, che si coniugava con la signorilità, si sarebbe schermito, ma noi abbiamo sentito il dovere morale di raccogliere i suoi scritti apparsi sulla rivista Remmalju, che viene pubblicata da trentadue anni, in un volume che li trasmettesse al futuro”.

Lo straordinario paesaggio antropico che nei secoli i Walser hanno plasmato con il loro agire, attento a non consumare mai quelle risorse che rigenerandosi costituiranno il patrimonio delle generazioni successive, e con la loro intuizione di un equilibrio possibile tra sfruttamento e conservazione dell’ambiente, rappresenta oggi un modello stimolante di futuro, e non di passato, sulle cui tracce anche noi possiamo metterci in viaggio, cercando davvero di «camminare come un Walser», dopo questa premessa Massimo Bonola, curatore del volume, ha ricordato il suo primo approccio con Rimella nel nevosissimo inverno del 1973, in cui entrò in contatto con Don Angelo Fortina e Dino Vasina, che sollecitava ricerche per scuotere un clima culturale sopito: “Dino mosse le braci e in questi ultimi tre decenni si è assistito ad una fioritura straordinaria, testimoniata dal grande numero di studi oggi pubblicati”.

In questo clima di rinascita si inserisce l’opera di Augusto Vasina, tra i più illustri medievisti italiani, docente presso l’Università di Bologna, che però non aveva dimenticato le proprie origini. Augusto Vasina pubblicò sulla rivista Remmalju dei saggi, dal generale al particolare, arrivando fino alla toponomastica e all’onomastica famigliare, ma soprattutto propose e insegnò il “metodo” per studi scientifici, realizzati attraverso la comparazione critica delle fonti, l’esame glottologico delle pergamene, creando un gruppo di ricerca che lavorava in un modo perfettamente coordinato.

Vasina viene definito da Bonola “storico della collettività, perché nei suoi saggi ricorre spesso l’espressione “i Rimellesi”, che connota una sensibilità diversa rispetto alla collettività di persone che condividono un luogo, delle relazioni e soprattutto uno stesso spirito: Vasina non pubblicò mai monografie dedicate a personaggi, preferiva la storia dei senza nome, perché anche coloro che non avevano lasciato un grande nome trovassero le ragioni profonde della loro esistenza”.

Tra i saggi più interessanti è stato segnalato quello sulle Convenzioni Comunitarie di San Gottardo, capovolgendo l’idea che l’uomo creasse i luoghi, mentre in realtà spesso sono i luoghi ad aver plasmato le comunità.

Mario Remogna. citando la frase tratta dal Vangelo di Luca, che la moglie di Augusto , Maria Pia, volle fosse incisa sulla lapide della sua tomba: “Io sarò in mezzo a voi come uno che serve”, ha colto l’idea della missione che lo studioso sentiva di avere nei confronti dei rimellesi. Angelo Dago, ricordando quando era dipendente del Comune di Rimella ed entrò in contatto con studiosi come Dino ed Augusto Vasina, ha proposto alcune riflessioni sul vivere in montagna, collegandole al senso del suo attuale ruolo di amministratore, di consigliere regionale, portatore del senso civico che anima le nostre vallate, formulando proposte concrete per i giovani che vogliono impegnarsi su quei territori.

Il concetto è stato ripreso da Aristide Torri, Presidente del Consiglio di Biblioteca, che ha auspicato la creazione di “cooperative” intese come un modi di ripartirsi il lavoro, riuscendo ad avere del tempo libero per vivere una vita sociale organizzata, ma per poterlo fare sono necessarie strutture e infrastrutture, prima che la gente se ne vada, vittima di quella “solitudine” da abbandono, che si vive quotidianamente. “Queste cose però non possono essere calate dall’alto”: ha osservato Miriam Giubertoni, che è Sindaco di Campertogno “Bisogna mettere le persone in grado di utilizzare gli strumenti, di rapportarsi con un mondo che cambia velocemente”.

In copertina il volume reca un bel quadro di Cornelia Ferraris che ritrae la frazione di San Gottardo, immagine scelta perché accoglie e sintetizza tutte le caratteristiche insediative di Rimella, che la contraddistinguono rispetto a tutti gli altri paesi della Valle. All’interno l’apparato iconografico composto dalla riproduzione di opere di Cornelia Ferraris, è stato selezionato dall’architetto Ornella Maglione, autrice di una importante monografia sull’artista, pubblicata dal Centro Studi Walser di Rimella.

Ci auguriamo che questo volume oggetto di cure attente e appassionate, frutto di competenza, possa davvero offrire una “lezione per l’avvenire”.

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