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Vercelli presentazione di “Carnet Valsesiano. Percorsi affettivi in una valle alpina”

All’interno del chiostro della Basilica di Sant’Andrea, negli storici locali del Piccolo Studio, il 7 aprile è stato presentato l’elegante volume: “Carnet Valsesiano. Percorsi affettivi in una valle alpina”, con testi di Caterina Gromis di Trana e raffinati acquerelli di Federica Giacobino, relatore d’eccezione il linguista e piemontesista Sergio Maria Gilardino.

Antonino Ruffino, Presidente di VercelliViva, organizzatore dell’incontro, con il patrocinio della Città di Vercelli, rappresentata dall’Assessore alla Cultura Gianna Baucero, e dell’Azienda Turistica Provinciale, con il Presidente Pier Giorgio Fossale, ha spiegato la ragione dell’insolito appuntamento valsesiano: “Il Monte Rosa è la montagna dei Vercellesi e Sergio Maria Gilardino, assiduo e prestigioso collaboratore, in Alta Valsesia ha trascorso sei anni: tanto fu il tempo necessario per raccogliere in un prezioso Dizionario quarantamila lemmi della lingua Walser, quindi la sua conoscenza della Valle è stata davvero profonda”.

Gilardino ha idealmente sfogliato il volume tratteggiando le caratteristiche della parte bassa della Valsesia: “Un altro mondo, rispetto a quello germanico, chiuso nella storia singolare che caratterizza le tre testate di Valle”, così come emergono dal racconto delle autrici, che vanno a comporre un “Carnet”, che non appartiene ad un genere letterario particolare, ma a quello che si può definire “tempo ritrovato”, perché è proprio il racconto di un paese ritrovato e riscoperto, scritto in un linguaggio poetico, sostenuto da robuste note scientifiche: “C’è la storia, ci sono i personaggi e le tradizioni, ma accanto troviamo descrizioni particolareggiate di piante e animali: ornitologia, entomologia, erpetologia, botanica, ma anche geologia: scienze trasformate in descrizioni coinvolgenti ed efficaci. E al fondo? Una corposa ed aggiornata bibliografia”. Alberto Paleari, nella prefazione, ha accreditato il libro come racconto della “valle ritrovata”, facendo riferimenti letterari, ripresi ed ampliati da Gilardino: “Un Maestro della Torah osservava che nella Bibbia Dio creò il cielo e la terra, mentre nella Bibbia ebraica Dio viene dopo le cose create, perché non si va da Dio alle cose, ma attraverso le cose si giunge a Dio: proprio come accade sfogliando queste pagine che illuminano la spiritualità delle cose”.

Le autrici, che indossavano gli eleganti costumi valsesiani, omaggio alla “levità estrema del volume cesellato con grande finezza di sentimenti”, hanno parlato dei motivi che hanno ispirato questo grande successo editoriale, scaturiti dall’amicizia che le lega dall’infanzia, dall’amore per una valle e la sua storia. I percorsi professionali diversificati: l’una biologa, naturalista e divulgatrice scientifica, l’altra maestra con la passione per il disegno, sviluppata attraverso corsi che ne hanno fatto sbocciare il naturale talento di illustratrice naturalista e botanica, si sono ricongiunti attraverso il racconto e la scrittura. L’occasione per lavorare insieme è nata dalla rivista Gardenia, in cui Caterina Gromis di Trana cura una rubrica, che per un anno intero si è occupata di Valsesia: da quel canovaccio è nato un progetto editoriale, testi e immagini si sono inanellati in modo armonioso e spontaneo, adottando una scansione temporale articolata nei dodici mesi dell’anno, ognuno dei quali rivela piacevoli sorprese. Chiude simbolicamente il volume la siepe del giardino di Caterina, simbolo del costante desiderio di un Natale fobellino.

Eraldo Botta, Presidente della Provincia di Vercelli e Sindaco di Varallo, ha ringraziato autrici ed editore per la loro preziosa opera che rivitalizza il percorso degli artisti valsesiani lungo i secoli: “Restituisce l’importanza delle cose semplici”. Gianna Baucero, Assessore alla Cultura, è legata da un’antica amicizia a Federica Giacobino e ben conosce le atmosfere che ne hanno ispirato i delicati acquerelli. Pier Giorgio Fossale, Presidente dell’Azienda Turistica Provinciale, ha portato il saluto di Dario Casalini, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, che ha sostenuto questa pubblicazione in cui: “La Valsesia emerge dall’amore per un luogo, per la natura e la bellezza: è la giusta metodologia per un approccio amichevole di presentazione di una Valle che non manca mai di stupire”.

Luigi Garavaglia, magentino, ma valsesiano ad honorem, è un Maestro delle arti grafiche: da trent’anni, sotto l’egida del Centro Studi Zeisciu, pubblica volumi di grande pregio editoriale, che ai contenuti significativi abbinano raffinatezza tecnica e valenza artistica. In Biblioteca a Varallo sono presenti quasi tutti i volumi editi in questi primi trent’anni: la legatura un poco sdrucita per le tante consultazioni, del volume: Giovanni Gnifetti e la conquista della Signalkuppe. Alagna nell’800. Alpinismo, cultura e società, scritto da Elisa Farinetti, allora bibliotecaria, e dal Professor Pier Paolo Viazzo, emoziona al pensiero che quel libro, stampato nel lontano luglio 1992, fu il primo di una lunga serie.Il Professor Viazzo, che era tra il pubblico, è intervenuto ricordando gli anni di ricerche storiche e antropologiche che lo condussero ad Alagna e quel primo volume, nato nella cucina di casa Farinetti in frazione Giacomolo: “Una scommessa vinta anche grazie all’impronta data da Luigi Garavaglia che sa ascoltare gli autori, li rispetta, creando libri belli per gli occhi, per la mente e per il cuore”.

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