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Vercelli: si è concluso l’VIII Congresso storico Vercellese

DEDICATO A “LA CHIESA VERCELLESE NEL MEDIOEVO (secc. XI-XV)”

Si è parlato della statua della Madonna con il Bambino che apparteneva alla Chiesa di Santa Maria di Rado, oggi conservata nella Chiesa Parrocchiale San Pietro a Gattinara.

A Vercelli si è tenuto l’VIII Congresso Storico Vercellese dedicato a: “La chiesa vercellese nel Medioevo (secc. XI-XV)”, con venticinque relatori, che hanno parlato nelle rispettive sezioni di studio: i Vescovi, il Capitolo, il Territorio, Arte e Cultura, ed erano rappresentate dieci Università, di cui tre straniere.

Lo storico dell’arte Simone Riccardi nella sua relazione dedicata a: “Alcune sculture lignee del Duecento e del Trecento nell’antica diocesi eusebiana”, ha parlato della Madonna con il Bambino che oggi si conserva nella chiesa di San Pietro a Gattinara, ma che in origine era collocata in Santa Maria di Rado, pieve di un antico insediamento a sud di Gattinara, in direzione di Vercelli, poi abbandonato con la creazione del borgofranco di Gattinara. Per lo studioso è l’esempio più antico fino ad ora reperito sul territorio, datata secondo Elena Rossetti Brezzi al 1220-1230  e attribuibile ad uno scultore mosano: “Appartenente a quel magicomomento di trapasso dal romanico al gotico definito Stile 1200”.

A Giovanni Grado Merlo, che ha partecipato a tutti i Congressi Storici Vercellesi e ha tenuto la prolusione, sono state affidate le Impressioni conclusive sul Congresso. Merlo ne ha rilevato l’intensità e la piena riuscita dal punto di vista formale e contenutistico, registrando anche una notevole affluenza di pubblico. Per quanto attiene ai contributi occorrerà attendere la pubblicazione degli Atti: “Dopo un’attenta lettura potranno essere oggetto di una recensione collettiva”, ma ha trasmesso alcune suggestioni sul piano prevalentemente metodologico. E’ emersa la prospettiva storica secondola quale occorre parlare di fatti, avendo però coscienza che i fatti non parlano di per sé, ma serve un’interpretazione, e che la documentazione reca in sé il proprio limite: non illustra tutto, lascia dei “buchi neri”, che un tempo si colmavano con delle ipotesi, mentre oggi si accettano come tali, perchèla verità è la coscienza dei limiti della conoscenza. La documentazione per conoscere il passato è scritta, materiale, iconografica, artistica: nel caso delle relazioni presentate, in sede di redazione del testo per gli Atti, occorrerà evidenziare la dimensione peculiarmente religiosa di quello che è stato analizzato: “Cosa sia la storia della chiesa e degli uomini di chiesa è un tema che continua ad essere assente, così come i fedeli nelle chiese!” Le lezioni assai raffinate sulla documentazione hanno seppellito le “Scienze ausiliarie della storia” e, grazie al contributo del Professor Paolo Rosso: “La scuola capitolare di Vercelli nei secoli XII-XIII: tra storia e storiografia”  la storia della scuola è stata sottratta ai pedagogisti. Il Professor Merlo ha poi segnalato che occorrerebbe che tutte le agenzie documentarie del territorio si collegassero e facessero un grande progetto editoriale di pubblicazione delle pergamene e dei codici: “L’edizione dei necrologi sarebbe un contributo tout court alla cultura contemporanea. Queste operazioni potrebbero aiutare a determinare un mutamento nelle interpretazioni storiografiche sulla centralità dei secoli XII e XIII: non ci sono ancora volumi di storia medievale di Vercelli e ogni volta ci si riferisce al Mandelli”. Il IX Congresso Storico Vercellese potrebbe essere dedicato aisecoli X e XI, perché molte cose emerse nel XII secolo hanno radici precedenti.

Dopo aver sottolineato che la Società StoricaVercellese è presieduta da un grande studioso, un cristallografo conosciuto nel mondo e il Bollettino Storico Vercellese è diretto da un medico, Merlo ha ricordato che oggi va di moda la “Public History”, dimenticando che la ricerca storica è sempre stata public history e qui ci sono le prove scientifiche che il mestiere dello storico è difficile, ma affascinante.

Silvia Faccin, della Società Storica Vercellese, ha sottolineato il concreto apporto all’VIII Congresso Storico Vercellese di tutte le istituzioni culturali vercellesi, che hanno creato eventi, mostre, manifestazioni parallele, non di semplice contorno.

Il Presidente Giovanni Ferraris ha ringraziato tutti i relatori e i collaboratori, sottolineando il fondamentale ruolo del Professor Alessandro Barbero, che per la terza volta ha presieduto il Comitato Scientifico che ha organizzato il Congresso, mettendo insieme i migliori esperti nelle varie discipline, e si è impegnato a pubblicare gli Atti entro un anno.

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