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Vintebbio: presentato il primo cartello bilingue presso la Chiesa Evangelica metodista

Domenica 10 aprile, all’interno della chiesa evangelica metodista di Vintebbio, è stato inaugurato un pannello bilingue (italiano ed inglese) che verrà poi collocato all’esterno del tempio e ne illustrerà sinteticamente la storia.

Pier Luigi Ranghino, Presidente delConsiglio di Chiesa, ha accolto le persone che affollavano il tempio, tra le quali il Sindaco di Serravalle, Massimo Basso, Mauro Piolo, Presidente della Pro Loco, il Parroco, Don Ambrogio, ed alcuni membri del Gruppo di preghiera delle Comunità viciniori, presentando l’iniziativa che commemora un percorso di Fede e di storia molto speciale che ha caratterizzato tutta la Regione Piemonte: “Il Metodismo arrivò in Italia nel 1860 con il Regno d’Italia. Fino al 1929, anno in cui si firmò il Concordato, il regno beneficiò di momenti di grande laicità.Il 17 febbraio 1848 le Regie Patenti avevano sancito la tolleranza dei culti diversi da quello cattolico, ma i Patti Lateranensi nel 1929, fecero un ulteriore passo avanti rispetto alla tolleranza, si parlò di “culti ammessi”, facendo tesoro dei settant’anni precedenti di elaborazione di laicità. Questo riconoscimento però lasciò ancheampia libertà di interpretazione alle autorità locali: siamo negli anni del fascismo, quindi un culto nato in Inghilterra certo non era ben visto da un regime che valorizzava tutto ciò che era romano e la fede cattolica. I metodisti appartenevano ad una minoranza da sospettare: quindi le persone che a Vintebbio costruirono questa chiesa furono davvero molto determinate nella loro Fede”.

Alessandra Delvecchio, che fa parte del Consiglio di Chiesa, ha parlato dei ricordi legati a questa chiesa, sorta al tempo di suo nonno, commentando una storica fotografia del 1930 in cui si vede tutta la Comunità, che era composta da una novantina di persone. Sandra, essendo nata in questa Comunità, a scuola si avvalse dall’esonero dall’ora di religione, partecipò alla scuola domenicale e ai momenti della catechesi nel tempio, ricorda le letture di poesie accanto all’albero di Natale, gli incontri con altre Comunità, GEM (Gioventù Evangelica Metodista): “Un tempo l’appartamento al piano superiore della chiesa era abitato dal pastore e dalla sua famiglia. Gli anni più intensi come attività furono il decennio Settanta e Ottanta, in cui si creò una grande collaborazione con l’Accademia di Cultura “Renato Colombo”. Nel 1981 fu organizzata una grande manifestazione in piazza intitolata: “Essere facitori di pace”, con molti interventi e anche la presenza di un gruppo musicale. Ogni anno come Comunità partecipiamo all’appuntamento alla Bocchetta Margosio, lungo la panoramica Zegna, avviato da Tavo Burat, che presiedeva il Centro Studi Dolciniani: ci si ritrova e si sale alcippo elevato per ricordare Fra Dolcino, dove si celebra il culto evangelico. Da qualche anno sono stati avviati gli Incontri Ecumenici, prima con il Diacono Pier Luciano Garrone e poi con il Parroco Don Ambrogio, interrotti dalla pandemia: speriamo di poterli riprendere. Nella mia carriera professionale di Insegnante,mi sono battuta per la laicità dello stato e perché a scuola si insegnasse la Storia delle religioni. Nel 1972 ebbi la “confermazione”, cioè entrai ufficialmente nella Comunità come membro, e mi fu donata una Bibbia con una dedica, il versetto dell’Apocalisse: “Tu sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita”, che ho cercato e cerco di applicare con umiltà e coerenza nella mia vita quotidiana”.

Il pastore Stanislao Calati, ha dato un taglio più spirituale al suo intervento, riferendosi ai fatti terribili che ci circondano, che farebbero pensare ad una “distrazione” di Dio: “Dio nasconde la sua faccia all’uomo, si gira dall’altra parte, pare che abbia abbandonato l’uomo: invece Dio vede e il suo giudizio è pronunciato, cioè eseguito. Il giudizio contro il male è già pronunciato e su questo si fonda la speranza cristiana, questo accomuna anche i cattolici, perché stiamo sperando che il Regno venga e certo verrà. Non è sempre facile comprendere e accettare le idee di Dio. Il pannello è gratitudine nel ricordo di ciò che questa Comunità è stata”.

Simone Baral, dell’Ufficio Beni culturali della Tavola Valdese, ha presentato il progetto che gode del co-finanziamento della Regione Piemonte. Il pannello è stato composto con la Comunità e ne ricostruisce la storia, mostrando l’interno del tempio, che è aperto solo in occasione delle celebrazioni. Le chiese valdesi sono più spoglie rispetto a quelle cattoliche, perché nascono come semplici luoghi per riunirsi e pregare: “Metodisti e Valdesi sono una parte della nazione italiana, non una minoranza, ma una componente che dà il suo apporto alla società della quale fa parte”.

L’Italia dai Valdesi è stata suddivisa in Circuiti regionali con compiti pastorali, Mario Vanzella, Sovrintendente del VI Circuito, che comprende la Lombardia e il Piemonte Orientale, era presente alla cerimonia e con il Sindaco Basso, ha scoperto ufficialmente il pannello: “Sono stato piacevolmente sorpreso da questa piccola Comunità inserita nel territorio dove il Signore l’ha messa ad operare, tessendo relazioni con chi sta intorno”. L’incontro si è concluso con un breve ed intenso brano musicale composto per l’occasione dal Pastore Calati.

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