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Presentato “Il Romanzo di Gaudenzio” di Norberto Iulini

Nell’ambito della mostra “Noi e Gaudenzio”, allestita a Palazzo d’Adda dal 22 maggio al 3 giugno, che ha dato mano, voce e visibilità a disabili, bambini, giovani studenti dell’Istituto Comprensivo, ragazzi del Liceo Artistico, fotografi, sabato 26 maggio, nelle suggestive scuderie del Palazzo, è stato presentato: “Il Romanzo di Gaudenzio”, di Norberto Julini, uscito nel 2013, in occasione dei cinquecento anni della Parete Gaudenziana e ripubblicato in una nuova edizione, curata dalla Tipolitografia Minoli di Borgosesia, con il patrocinio della Fondazione Cassa Risparmio di Vercelli. L’autore, presidente dell’Associazione Nova Jerusalem, con sede al Sacro Monte di Varallo, ha destinato i proventi della vendita a finanziare viaggi di solidarietà in Israele/Palestina.

Piera Mazzone, presenta il libro di Norberto Iulini

Norberto Julini, già docente di italiano e storia e giornalista, da sempre respirò l’aria gaudenziana e ne fu affascinato al punto da voler ricostruire la vicenda umana del grande artista valsesiano, sulla quale ben poco si conosce. Utilizzando i regesti dei documenti riportati da Giovanni Romano in calce al catalogo della mostra dedicata ai cartoni gaudenziani, conservati presso l’Accademia Albertina di Torino, Julini ha saputo coglierne gli elementi essenziali, per costruire un romanzo storico coerente e coeso nello sviluppo narrativo.

Norberto Iulini, foto di Marco Bovolenta

Dopo un’introduzione sull’unico romanzo valsesiano ambientato tra Quattrocento e Cinquecento, in tempi difficili, caratterizzati dalle sei guerre d’Italia, che portarono morte, carestie e pestilenze, si è passati ad approfondire lo stile narrativo, caratterizzato da una lingua che si adegua alla materia e al tempo, mantenendo la musicalità di certa prosa cinquecentesca, con l’inserzione di parole e costrutti dialettali, volutamente senza traduzione, perché Julini indirizza il suo libro principalmente ai suoi concittadini.

Analizzando le grandi sequenze narrative, si comprende come l’incontro del giovanissimo Gaudenzio con Padre Bernardino Caimi, il fondatore del Sacro Monte, fu fondamentale per indirizzare la vita del futuro pittore: “…accostò il suo viso a quello del padre, i volti quasi si toccarono. Gaudenzio percepì solo le parole: “Tu sei bellezza”. Bernardino Caimi sollecitò Gaudenzio ad andare a Roma nell’anno Santo 1500: un’esperienza che lo porterà a conoscere gli aspetti più innovativi della pittura, e a vedere le grottesche appena scoperte nella Domus Aurea di Nerone, ma quel tema della bellezza gli entrò nell’anima, diventò il suo marchio e il suo sigillo: “Servì la bellezza in tempi bui: Gaudenzio Ferrari, forse  il massimo pittore del Rinascimento lombardo, seppe dunque regalare al suo popolo, immagini di bellezza e serenità confortanti”.

Quella del pittore fu una vita difficile e tormentata: rimasto orfano di madre da bambino, Gaudenzio forse cercò la figura materna dipingendo le sue donne dal volto sereno, la prima moglie morì di peste a Vercelli, lasciandolo con due figli, dei quali uno scomparso precocemente. Nel romanzo emerge la descrizione dell’arrivo sulla scena milanese di Tiziano, che può essere considerato l’alter ego di Gaudenzio, sia come origini sociali, che come modo di intendere l’arte. Varallo, Vercelli, Novara, Morbegno, Milano, Vigevano, Saronno, una carriera in ascesa per Gaudenzio, con committenze sempre più importanti al suo ritorno a Milano, dove morirà nel 1546. Il medico che redasse il suo certificato di morte scrisse: “Magister Gaudentius”.

Norberto Julini, chiudendo la presentazione, ha proposto un’originale lettura in verticale dei riquadri della Parete, collegandoli a particolari motivi iconografici e ricordando che giovedì 7 giugno, alle ore 21, presenterà il suo libro a Borgosesia, in Casa Turcotti.

Articolo a cura di Piera Mazzone

Galleria di immagini a cura del fotografo Marco Bovolenta di Varallo

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