Presentazioni e convegni

Riva Valdobbia: intitolazione della biblioteca a Paolo Rovesti

Veder nascere – o meglio rinascere una biblioteca, perché si aveva già notizia di una piccola biblioteca a Riva Valdobbia, collocata proprio negli storici locali della Società di Mutuo Soccorso,un antico edificio completamente restaurato, che un tempo ospitava le scuole e il teatro, che il 26 dicembre ha festeggiato i suoi primi 120 anni- è davvero una nota positiva per chiudere il 2017.

Sabato 30 dicembre, nella storica Sala Riunioni della Società di Mutuo Soccorso e Beneficenza di Riva Valdobbia, è stata presentata la Biblioteca “Paolo Rovesti”: un cospicuo patrimonio bibliografico costituito da oltre quattrocento volumi incentrati sulla montagna, l’arte e la cultura alpina e valsesiana in particolare.

I figli del compianto Dottor Paolo Rovesti, che villeggiava a Riva dagli anni Cinquanta: Flora, Gemma, Guido, e Giovanni, avevano pensato di lasciare a Riva Valdobbia la Biblioteca Valsesiana del padre, costituita da duecentoventi libri, quindi la collaborazione tra il Comune di Riva Valdobbia, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, l’Associazione di Cultura Walser di Riva Valdobbia e Val Vogna, ha consentito di accogliere questa donazione e collocarla in locali idonei.

Attilio Ferla, presidente dell’Associazione di Cultura Walser di Riva Valdobbia e Val Vogna, ha devoluto alla nuova Biblioteca circa 90 libri e 40 riviste, soprattutto in lingua tedesca, di argomento alpino. Riccardo Minoli, titolare della Tipografia Valsesia,rivese d’adozione, avendo frequentato in gioventù la famiglia Rovesti, poiché i figlioli erano suoi coetanei, ha voluto contribuire ad arricchire questa biblioteca donando copia di tutti i volumi valsesiani stampati da Valsesia Editrice. I buoni esempi sono da imitare: anche Alessandro Orsi ha donato alla biblioteca alcuni volumi valsesiani.

Maurizio Andoli, Presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso e Beneficenza, ha accolto il numeroso pubblico e ringraziato coloro che si sono prodigati perché la Biblioteca diventasse una realtà, in particolare i due ultimi Sindaci di Riva, Massimo Gabbio e Alberto Giacomino, che hanno contribuito al restauro dell’intero edificio, e soprattutto Aldo Lanfranchini, che ha casa a Riva Valdobbia ed esperienze nel riordino di Biblioteche, avendo inventariato e catalogato la Biblioteca Sezionale Alpina. Aldo, con l’aiuto della moglie Fulvia e del nipote Lorenzo, si era preso l’incarico non lieve di inventariare e catalogare tutto il materiale bibliografico donato, con la collaborazione di Nelly Micheletti, ideando una classificazione ragionata, creata in funzione dei possibili utenti di questa biblioteca di montagna, suddivisa in sei sezioni: A – Parchi e itinerari; B – Arte e montagna, C – Romanzi; D – Valsesia e confini; E – Artigianato e cultura; F1 – Libri di montagna in lingua inglese, F2 – Libri di montagna in lingua tedesca, F3 – Libri di montagna in lingua francese; G – Le montagne.

Aldo Lanfranchiniha sintetizzato il suo importante lavoro in una frase: “L’ho fatto per passione: il libro parrebbe essere in crisi, sostituito da altre fonti di informazione, in realtà penso che sia e rimanga un valore e uno strumento di arricchimento interiore, un amico che ti fa compagnia anche con la sua fisicità, che fa in modo che ogni giorno tu capisca qualcosa in più”.

Riccardo Minoli ha presentato Paolo Rovesti, singolare figura di imprenditore nel campo dell’industria cosmetica, che dedicava tempo e cure alle ricerche per migliorare il prodotto, tanto che divenne un esperto riconosciuto a livello internazionale. Avendo scelto come luogo di villeggiatura Riva Valdobbia, Rovestisi interessò alla storia, alla cultura e all’arte di questo territorio: “Scarpinava e leggeva”.

L’atteso arrivo delle sorelle Rovesti: Flora e Vera, accompagnate dalla nipote Gloria, ha portato una preziosa testimonianza diretta su Paolo Rovesti: “Nostro padre era innamorato della Valsesia fin da ragazzino: da Roma, dove il nonno lavorava al CNR, veniva d’estate a Piode, dove aveva un cugino della sua età. Trasmise anche a nostra madre l’amore per la montagna e per le passeggiate sui ghiacciai e naturalmente coinvolse noi figli: il Monte Rosa davvero racconta la mia storia e quella della mia famiglia, questa è la valle che ci ha visti crescere. A Riva papà trascorse anche la sua ultima estate: aveva ottant’anni quando fu colto da un infarto dopo aver immerso i piedi nell’acqua gelida del Sesia. Per noi figli oggi è davvero una gioia pensare che i suoi libri siano stati catalogati e messi a disposizione della Comunità: Papà continua ad esserci ed a stare sotto la sua montagna”.

Fino al 6 gennaio e durante il periodo pasquale, la biblioteca sarà aperta dalle 11 alle 12, mentre nel periodo estivo, da luglio a fine agosto, sarà garantita un’apertura a giorni alterni di almeno un paio d’ore. Aldo Lanfranchinista già pensando a creare un piccolo Circolo Culturale per ospitare presentazioni di libri, incontri con l’autore e conferenze legate alla montagna e alla Valsesia, riprendendo l’intento dei padri fondatori che, oltre un secolo fa, avevano già capito che la cultura era importante. Minoli, riallacciandosi a questo concetto di sviluppo, ha spiegato come da qualche anno la Valle sembri riprendersi, si cominci a proporre un turismo diverso da quello tradizionale delle seconde case. Per la prima volta i due Sindaci di Alagna e Riva Valdobbia si sono uniti ad altri imprenditori per finanziare insieme lo sviluppo di impianti sciistici innovativi. L’imprenditore Bertini ha creato un nuovo insediamento a Prati, proponendo un’architettura eco-sostenibile. Un imprenditore del territorio, Cesare Ponti, ha creduto nella potenzialità turistica aprendo a Riva un complesso alberghiero singolare come quello del Mirtillo Rosso, che si è specializzato nell’accoglienza delle famiglie con bambini. Ad Alagna è tornato in funzione lo storico albergo. Queste due realtà ricettive porteranno centinaia di persone che verranno in Valsesia per trascorrere un periodo di vacanza, per sciare e andare in montagna, ma anche per conoscere la cultura del territorio, infatti gli stranieri vengono in Italia perché è una terra con una storia, con bellezze storiche, architettoniche, ambientali, e quindi cercano strutture come questa nuova biblioteca specializzata per completare le loro conoscenze. Minoli ha poi sottolineato la tenacia e la passione che guida persone come Aldo Lanfranchini, Nelly Micheletti e le sorelle Farinetti, che non badano a sacrificare il loro tempo pur di riportare in valle lo splendore dei secoli passati. La rinnovata Biblioteca è stata arricchita anche dal punto di vista iconografico, con l’esposizione di preziose foto storiche e di alcuni quadri del pittore della Val Vogna Benito Micheletti.

Dopo il taglio del nastro, a tutti i presenti il Mirtillo Rosso ha offerto un rinfresco.

P.M.

Taglio del nastro
Giacomino, Andoli, Minoli e Lanfranchini
Lanfranchini, Andoli, Micheletti
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