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Serravalle Sesia: presentato il libro “Di legno e di Pietra”

Viaggio fra tradizioni e trasformazioni del mondo contadino

Venerdì 19 ottobre a Serravalle, nella Sala Convegni del Centro Sociale, nell’ambito della: “Rassegna di incontri culturali con autori, relatori ed artisti”, organizzata dal Comune, è stato presentato il volume postumo di Rosella Osta Sella:Di legno e di pietra. Viaggio fra tradizioni e trasformazioni del mondo contadino”.

L’Assessore alla Cultura, Uber Croso, ha portato il saluto dell’Amministrazione, rappresentata anche da Silvia Pezzana, Assessore all’Istruzione.

Anna Lamperti Donati, archeologa, amica e collaboratrice di Rosella, ha fatto rivivere una storia che accomuna le genti dell’arco alpino, al di qua e al di là delle Alpi, ricordando che l’interesse di Rosella per l’evoluzione del mondo contadino ha radici lontane: si era concretizzato fin dal 2007 in alcuni saggi raccolti nel volume a più mani: “In grembo alla terra”, che analizzava le province di Novara, Vercelli e Pavia, ma si fermava all’inizio del Novecento. La scrittrice negli anni ha ampliato il suo orizzonte, allargando le ricerche all’intera pianura padana e all’arco alpino: cascine, marcite, grange, recetti, mulini, risaie, sono stati censiti, studiati e messi a confronto con le strutture signorili, dalle ville palladiane ai casoni.

Anna Lamperti ha fatto emergere proprio questo carattere “enciclopedico” del volume: “Il libro testimonia un passaggio epocale: dalla cultura contadina, povera e solo povera, all’arrivo della modernizzazione nelle campagne e poi nelle città con le fabbriche. Lo sguardo al passato è proiettato al futuro, senza rimpianti né nostalgia, ed è guida per un viaggio tra tradizione e trasformazione del mondo contadino, che oggi ha assunto un profilo molto diverso, per ritrovare qualcosa che ci appartiene, e costituisce una testimonianza importante sul passato recente”.

Dopo aver ricordato il percorso letterario ed artistico di questa “matriarca”, ho scelto di sottolineare l’interesse di Rosella per il variegato mondo femminile, attraverso la lettura di alcune pagine dedicate a tre donne, scelte per descrivere la condizione femminile nelle diverse classi sociali: la contessa, la modista e la bracciante, ed ascoltate nel loro interagire, permettendo al pubblico di apprezzare la qualità di scrittura e cogliere le differenze di stile che caratterizzano ognuna delle protagoniste

Il libro ha un ricchissimo apparato iconografico, costituito da oltre trecento foto d’epoca e contemporanee (molte delle quali scattate dal marito dell’autrice: Franco Sella), alle quali si aggiungono numerose riproduzioni di quadri ed incisioni, soprattutto di ambito mitteleuropeo, scelte personalmente dall’editore per sottolineare questo denominatore comune del mondo contadino e di quello dei montanari: “I problemi e le difficoltà erano uguali…anche la fame era la stessa, così come la paura delle malattie”.

Il volume può essere aperto a caso e non si perde nulla della sua bellezza, perché aiuta a recuperare valori che costituiscono il

senso di un tessuto di Comunità: Questo libro può essere considerato il testamento spirituale di Rosella, e un sentiero verso il futuro, perché ha saputo guardare avanti, capire i cambiamenti senza sacrificare la tradizione e la cultura di un mondo contadino che oggi è pressoché scomparso, ma ha lasciato dei valori che servono per vivere in modo coerente e sostenibile”.

Durante la serata è emerso il modo di lavorare di Rosella, donna volitiva, artista, scrittrice che pur utilizzando un taglio divulgativo, non derogava dal documentarsi in modo serio sugli argomenti trattati: “Studiava, approfondiva sempre, era naturalmente curiosa e aveva fiuto: grazie alle sue intuizioni è stata segnalata al Professor Mennella la pietra tombale di Cupìta, conservata nel Museo Piolo, sulla quale è riportata un’iscrizione in latino con l’ultima parola in caratteri Leponzi, il quale la giudicò importantissima e la inserirà nel Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL) un’opera in più volumi che raccoglie antiche iscrizioni in latino, che viene periodicamente aggiornato”.

Il cammino di Rosella all’interno della comunità serravallese non si interrompe: sta per essere pubblicato un altro libro che aveva pressoché ultimato, dedicato alla controversa figura di Don Rino Ferraro, parroco di Vintebbio dal 1956 al 1969, seguace di un antipapa, guaritore e veggente, e Anna Lamperti Donati sta lavorando ad un secondo volume di Valsesia segreta. Viaggio tra nobili, santi, riti arcani, verità perdute, pubblicato nel 2010 con Rosella Osta Sella, la quale nell’Introduzione scriveva: “Lo ammetto, sono irrimediabilmente appassionata di enigmi e misteri. Quando poi questi misteri riguardano la mia terra d’origine, la Bassa Valsesia, mi sento quasi investita dalla missione di risolverli, o per lo meno di divulgarli”, alludendo a quella sua vena esoterica, compensata dal realismo dell’amica Anna, archeologa, che si basava sui documenti, avendo come risultato finale una perfetta collaborazione.

Rosella nell’Introduzione a: “Cucinario – Poetica della mescolanza” di Enrica Pedretti, tratteggiò un profilo dell’amica: “Anticonformista, un po’ maga e un po’ alchimista, aveva in testa idee chiare ed originali, e faceva di tutto per metterle in pratica con determinazioni e caparbietà…ama la musica e l’arte, la cultura e la tradizione della sua Valsesia, una terra austera e priva di fronzoli. Proprio come lei”, che pare in realtà anche il suo autoritratto.

I tempi sarebbero ormai maturi per organizzare una mostra antologica della vasta produzione pittorica di Rosella Osta Sella, che potrebbe davvero essere una rivelazione: Enrica Pedretti si è dichiarata disposta ad ospitarla, perché non cogliere questa occasione?

Piera Mazzone.

Uber Croso e familiari di Rosella
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