Spazio ai lettori

In ricordo di Annalisa Giuppone Franchi

Riceviamo e pubblichiamo.

Annalisa è stata la mia prima amica della Valsesia. Ci siamo conosciute una mattinata di sole in piazza a Borgosesia e non ci siamo più lasciate. Avevamo poco più di vent’anni, un matrimonio giovane, i bambini piccoli e tanti sogni, aspirazioni da realizzare. Abbiamo condiviso gioie e dolori. Io l’ho sempre sentita vicina. Anche nelle avventure, come quando trentasette anni fa abbiamo dato vita al Club Valsesiano dell’Inner Wheel, il primo club femminile della Valsesia. Con la sua calma sorridente, il suo equilibrio e tenacia, è stata un punto di riferimento per questo gruppo di donne che per la prima volta affrontava l’esperienza di appartenere a un organismo coerente e unitario definito Club. Oggi, come a tutte le persone anziane mi vien da dire che questi trentasette anni “sono VOLATI”, eppure da quando Annalisa non c’è più, la mia mente viene assalita da una moltitudine di ricordi di episodi, immagini, personaggi che hanno costruito la nostra storia. Annalisa ha affrontato la malattia con dignità, riservatezza e tanto coraggio, seguitando la sua vita di sempre, tanto che poche di noi erano consapevoli delle sue reali condizioni.
Nella normalità ha trovato la forza di reagire. Operosa, attenta e solerte, Annalisa è stata sé stessa fino alla fine. Annalisa mancherà a tutti: agli amici, alle amiche, al nostro Club. Certamente mancherà tanto a me.

Donatella Rizzio

Annalisa: un sorriso appena accennato dietro gli occhiali, gesti calmi e misurati, un abbigliamento sobrio ed elegante, ma soprattutto un grande cuore. Un’esistenza appartata, un mondo di relazioni intessute con Amicizia autentica, la malattia affrontata con grande dignità, in silenzio: con determinazione e coraggio ha “mantenuto la posizione” e se ne è andata da Signora, così come aveva vissuto. Annalisa è stata importante per tante persone che l’hanno conosciuta ed apprezzata, ma soprattutto negli ultimi anni è stata gli occhi del suo amato Guido, che a lei si affidava, sapendo che ogni cosa avrebbe ripreso consistenza e colore. Per me è stata un’Amica silenziosa, che ha capito certi disagi senza che profferissi parola e mi ha insegnato a guardare avanti, evitando di chinare il capo. Insieme perseguimmo una ricerca su
un antico stemma dimenticato dal tempo su un vecchio camino, nella casa dei suoi avi, ma non riuscimmo a ricucire i lacerti di un tempo lontano. Mi rimane una splendida sciarpa in cashmere arcobaleno, che lei mi donò per le fresche sere d’estate: me l’avvolse al collo, componendo un fiocco di proporzioni perfette, che non riuscii mai più a riprodurre, ma il tocco leggero delle sue mani sarà quella carezza che mi resterà nel cuore.
Grazie Annalisa per la Tua Amicizia.

Piera Mazzone

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