Spazio ai lettori

In ricordo di Pietro Morello

A Varallo, nel Cortile d’Onore di Palazzo Racchetti, nel maggio 2015, fu inaugurata la mostra del pittore valsesserino Pietro Morello: “Espressioni di colore”. Autodidatta, Pietro aveva coltivato la sua passione per il disegno e per il colore, perfezionandola con la frequenza alla Scuola Barolo di Varallo: “Questa scuola d’arte per me è stata un’esperienza bellissima, che mi ha permesso di apprendere e perfezionare le tecniche del disegno, della prospettiva e della profondità”.

Il titolo scelto per quella prima esposizione varallese rifletteva il suo innato gusto del colore, declinato nelle mille sfumature che emergono con il variare della luce nelle diverse ore del giorno.

Dipinse paesaggi sospesi, in attesa: le erbe inclinate da una brezza che andava facendosi più impetuosa, il cielo diviso tra l’ultimo sprazzo di sereno, velato di nubi leggere e l’avanzare di tonalità più scure, quasi fiammeggianti, preludi allo scatenarsi fulmineo della tempesta. Si entrava in paesaggi silenziosi, in cui non c’era traccia di presenze umane: le case di campagna avevano camini muti.

Pietro Morello era un artista che amava curare i particolari, le pennellate fluivano eleganti per dar corpo alla poesia dei riflessi, all’indefinito: molti hanno scritto di lui nei giorni immediatamente successivi alla sua morte, io vorrei colmare il vuoto che mi ha lasciato con il ricordo oltre che di un artista, di un gentiluomo, una persona educata, cordiale, generosa. Per me dipinse a olio una gatta bianca e grigia, dagli occhi verdi, in primo piano tra violette tricolor, e accanto impaginò una semplice poesia a rima baciata, inneggiante allo spirito libero dei felini,domestici, ma non servi dell’uomo: è il suo prezioso insegnamento di vita quel restare sempre intellettualmente liberi.

Piera Mazzone

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