Spazio ai lettori

Piane di Serravalle: in ricordo del Dott. Giulio Curatitoli

Riceviamo e pubblichiamo.

Arriva l’autunno, annunciato dalle giornate di pioggia battente che annulla i colori in un grigiore diffuso, gravando l’animo rattristato dalla prematura morte di Giulio Curatitoli, medico chirurgo, con specialità di Ortopedia e Traumatologia, che iniziò a lavorare nel 1979 come assistente presso la divisione di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale di Borgosesia, dopo una breve parentesi presso l’ospedale di Verbania, tornò a Borgosesia e dal 1993 fu responsabile di Modulo “Artroscopia e Traumatologia dello sport”. Giulio fu il primo ad eseguire Artroscopie presso l’Ospedale di Borgosesia.

Dal 2004 si trasferì presso la S.C. Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Ospedale di Galliate, dove divenne dirigente medico di ruolo e dal 1 settembre 2009 lavorò come libero professionista e fu nominato Direttore Sanitario della struttura di Idrochinesiterapia “In Acqua” di Novate Milanese, incarico che mantenne fino al 2013, mentre, sempre dal 2009, lavorò come libero professionista presso la Casa di Cura accreditata CRRF “Mons. Luigi Novarese” nella località Trompone di Moncrivello, con attività fisiatrica ed ebbe modo di essere vicino a molti serravallesi ricoverati nella struttura, che lo ricordano con particolare affetto, sia per la professionalità, che per la carica umana che sapeva trasmettere: una naturale empatia che rassicurava e aiutava i suoi pazienti a credere nella guarigione e ad impegnarsi per raggiungerla.

I colleghi lo citano come medico attento e scrupoloso fino alla pignoleria: “Un collaboratore del quale ci si poteva fidare”, “Un chirurgo che sapeva vedere oltre”, ma anche come una persona allegra, che amava la convivialità e il Carnevale dell’ospedale.

All’attività professionale dal 1981 associò l’attività di docenza di Ortopedia e Traumatologia e di Medicina Riabilitativa presso la scuola infermieri professionali ASL Vercelli, e presso l’Università degli studi del Piemonte Orientale “A. Avogadro”, nei corsi di laurea in infermieristica, dal 2017 fu docente presso il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma Sede di Moncrivello, e dal 2020 fu Responsabile del Corso Teorico-Pratico di Formazione “Adapted Physical and Sports Activity”.

Giulio, di antica famiglia ghemmese, aveva ereditato dal padre Mario e dalla madre Gaudenzina,creatività artistica e amore per il bello. Nel 1989, con il matrimonio con Claudia Croso, si era trasferito a Serravalle, in frazione Piane, dove avevano trasformato una cascina della moglie in una dimora originale e armoniosa. Partecipava alla vita della frazione ed alla festa della Seconda di Maggio, quando non coincideva con quella della Beata Panacea di Ghemme. A Natale,per i suoi due figli, Mattia ed Ilaria, era solito allestire sul balcone un presepe con personaggi a grandezza naturale, poi arricchito da sempre nuove figure e collocato su una “travata” dell’edificio di servizio davanti a casa.

Nel 1956, a soli sei anni, con i suoi genitori, salì fino al Cristo delle Vette (cima Balmenhorn): fu il bambino più giovane ad esserci arrivato e da allora è sempre rimasto iscritto al CAI. Da qualche anno faceva parte dell’Associazione Discesa Liberi, che aiuta persone affette da disabilità ad avvicinarsi allo sci, ottenendo l’attestato di guida per persone non vedenti accreditato FISIP. Il tema della disabilità lo toccava nel profondo, faceva parte di quell’umanità che sempre lo contraddistinse nella vita e nell’esercizio della professione.

Aveva mantenuto l’aspetto e il fisico di un ragazzo e il suo viso era sempre illuminato da un sorriso che brillava dietro gli occhiali: purtroppo ha combattuto una battaglia impari, contro un male insidioso ed aggressivo che non gli ha lasciato alcun scampo, ma che ha sempre affrontato con grande coraggio e determinazione.

Il Rosario è stato recitato nell’ampia chiesa parrocchiale di San Giacomo, a Piane,che non è riuscita ad accogliere tutte le persone che erano venute a rendergli omaggio: Monsignor Gianluca Gonzino ha ricordato la sua particolare devozione per la Beata Panacea, la patrona della Valsesia, sepolta a Ghemme, che certamente lo ha accompagnato in questi dieci mesi così difficili per lui e per i suoi famigliari.

Piera Mazzone

Guarda tutto

Lascia il tuo commento

Back to top button