Spazio ai lettori

Quattro chiacchere con il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi

Spesso mi sono chiesta, quanto quest’anno di pandemia abbia influito sulla vita di tutti gli artisti, che fanno della musica la lora ragione di vita, il loro lavoro primario, la loro più grande passione.

Sappiamo bene quanto le norme e restrizioni dovute ai lockdown, abbiamo di fatto lasciato questo comparto di lavoratori totalmente in balia di se stessi. L’unico modo per rimanere in contatto con il loro pubblico e continuare in qualche modo ad avere un compenso è stato quello di esibirsi in streaming e per molti mesi addirittura da soli, non potendo contare nemmeno sulla vicinanza fisica  dei propri colleghi. Ma questo non a tutti piace, ed in particolar modo a chi suona musica cameristica, dove il contatto con il pubblico è fondamentale.

Ho recentemente avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con il Maestro Massimo Giuseppe Bianchi, apprezzato musicista di fama internazionale e che in Valsesia incanta un numeroso pubblico ogni anno da ben 20 anni, essendo proprio l’ideatore e direttore artistico della fortunata rassegna cameristica “Musica a Villa Durio” a Varallo Sesia.

Massimo Giuseppe Bianchi è una persona gradevolissima, proprio come le note musicali che riecheggiano durante i suoi concerti. Non è  stato difficile quindi, fargli alcune domande che hanno permesso di toglirmi qualche curiosità, e che ho il piacere di condividere con tutti voi lettori in questo articolo.

Massimo Giuseppe Bianchi 1
Massimo Giuseppe Bianchi

Maestro Bianchi, è sufficiente la passione per la propria professione, per superare questo difficile momento storico che state vivendo voi musicisti?

E’ indispensabile, ma non sufficente! Affinchè questo periodo si superi è fondamentale avere anche una struttura sociale, un’organizzazione tale da creare le condizioni che permettano agli eventi di avere luogo: in altre parole, c’è bisogno dello Stato. Io provo ad essere ottimista e confido nel Presidente del Consiglio Mario Draghi, persona stimabilissima, affinché sappia riportare un pò di razionalità e concretezza in una gestione finora caotica. Soprattutto, l’auspicio è che si cominci a considerare il comparto culturale come strategico e non marginale per il nostro Paese. Purtroppo questa cosa non è ancora stata capita dalla classe politica, da gran parte del popolo Italiano sì però, e presto o tardi dovrà essere compresa da tutti.

Se in futuro la pandemia dovesse porre delle condizioni limitanti al vostro settore, sarà necessario reinventarsi in qualche modo?

Certo, reinventarsi è sempre necessario nella vita. Anche se va sottolineato che la condizione di grave disagio che stiamo vivendo non è soltanto dovuta alla pandemia ma anche ai protocolli messi in atto per il suo contrasto, spesso in contraddizione tra loro. Ad esempio, il Comitato Tecnico Scientifico aveva affermato l’autunno scorso che la musica e gli spettacoli, pur con le varie restrizioni rigorosamente applicate dalla nostra categoria, erano eventi sicuri, per poi venire smentito subito dopo dal medesimo Governo che l’aveva nominato. Si immagini il nostro disorientamento.. Lo dico da grande osservatore delle regole e dei protocolli, ormai arcinoti a tutti e non applicati solo da chi non vuole saperne di applicarli: noi non dobbiamo pensare ad una “nuova normalità”, dobbiamo lavorare tutti insieme per ripristinare “la” normalità, che non è nuova nè vecchia ma soltanto logica e aggiungerei umana, adattandoci alle sensate condizioni di prudenza e criticando quelle insensate. Quindi ben venga il reinventarsi ma in un’ottica di razionalità.

Cosa direbbe ad una persona, per invitarla ad assistere ad un concerto di musica classica per la prima volta?

Le direi che questa esperienza potrebbe migliorare la qualità della sua vita. Ovviamente se la persona è disposta ad accogliere la musica senza pregiudizi, avvicinandosi in modo critico ma aperto. E a patto, non di meno, che il concerto sia buono ! Un concerto si fa in due, esecutori e pubblico.

E’ necessario avere delle conoscenze basilari, per apprezzare questo genere di esperienza musicale?

No, non lo è, è necessario solo avere una personalità. E, come dicevo prima, la disponibilità all’ascolto, l’aprirsi a quello che si andrà ad ascoltare, la fiducia. Un pò come quando si è invitati a cena a casa di
qualcuno e ci viene offerto un piatto nuovo: “Assaggia, vedrai è una cosa straordinaria!” e noi, con fiducia, assaggiamo. Questo è l’atteggiamento che bisogna tenere, perchè la musica è innanzitutto un piacere, non è un teorema da decifrare, è prima di tutto un’esperienza sensoriale. Poi naturalmente approfondire si può, si deve, io ci ho dedicato la mia vita, ma queste sono scelte personali.

Secondo lei è innata, in ognuno di noi, la musica?

Diciamo che ognuno di noi ha un “dispositivo mentale” preposto per l’ascolto della musica, alcuni più potente, altri meno. La cosa bella però è che tutti possiamo affinarlo.

Programmi nel prossimo futuro?

Incrociando le dita, quello di riprendere la mia attività concertistica, interrotta da ottobre 2020, nonché quella organizzativa. Per restare a quest’ultima e al nostro territorio, il festival “Musica a Villa Durio” di
Varallo, in Ottobre, che ho creato 21 anni fa e che punto a potenziare e sviluppare nel futuro con la collaborazione sempre molto preziosa dell’Amministrazione Comunale cui va il mio ringraziamento. Intanto, sempre a Varallo, sono già in calendario due eventi estivi che rientrano nel programma delle manifestazioni di “Alpàa Summer Festival”: il Festival “Beethoven e i romantici” dal 30 luglio a 1 agosto, in collaborazione con l’Associazione “Musica con le Ali”, e un weekend dedicato alla musica antica al Sacro Monte, l’11 e il 12 Settembre. Il 10 e 11 Luglio poi, mi permetta di ricordarlo, ci sarà un mio concerto in duo con Paolo Damiani nell’ambito di “This is Jazz”, evento organizzato dal Festival “Novara Jazz” sempre al Sacro Monte. Sono convinto che le persone abbiano voglia di tornare ai concerti e confido di incontrare il nostro bel pubblico in queste occasioni, quest’anno tanto più ricche di significato. Sarà bello.

Ringrazio di cuore il Maestro Bianchi per la sua cordialità e disponibilità, con l’augurio di rivederci quanto prima, ad un suo Concerto.

LINK:
Sito ufficiale Musica a Villa Durio
Sito ufficiale Massimo Giuseppe Bianchi
The Art of Variation il suo ultimo album

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