Pensieri e riflessioni di Giovanna SpitaleriSpazio ai lettori

“Riflessione spirituale” di Giovanna Spitaleri

Rubrica: Pensieri e riflessioni di Giovanna Spitaleri

Riflessione spirituale.

Per non dimenticare mai…
di amare il prossimo
come a noi stessi. (Gesù)

Dedicato ai deceduti della strage del Mottarone.

Servitori della povertà spesso si nasce, qualche volta ci si diventa dopo aver attraversato molti deserti, altre volte è un dono dello spirito che ci regala uno sguardo nuovo di com-passione e di miseri-cordia che contengono tutte le verità necessarie per stare al mondo in modo umano.

“Quando Dio chiese a Caino dove fosse Abele, Caino rispose irato con un’altra domanda “Sono forse il custode di mio fratello?”
Emmanuel Lévinas commenta quella rabbiosa domanda:
quella rabbiosa domanda  di Caino è all’origine di ogni immoralità. Naturalmente io sono il custode di mio fratello e sono e rimango un essere morale fintanto che non pretendo una ragione particolare per esserlo.
Che lo ammetta o no, io sono il custode di mio fratello in quanto il benessere di mio fratello dipende da quello che faccio o mi astengo dal fare….
Nel momento in cui metto in dubbio quella dipendenza abdico alla mia responsabilità e non sono più un soggetto morale. La dipendenza di mio fratello mi rende un essere etico. Dipendenza ed etica si reggono insieme ed insieme vanno a picco” (Zigmunt Bauman).

Desmond Tutu ricordava che un’espressione africana spiega proprio questa interdipendenza: “una persona è una persona attraverso un’altra persona”.

È questo un tempo UMANO? A me e a tutti sembra di no e mai come in questo tempo è necessario rendersi fratello, sorella e custodire il legame tra noi.

Tutto è in gioco, il nostro amore e la vita stessa della nostra cara Terra!
La splendida notizia, preziosa come un diamante su cui ancora osiamo sperare che tutto si possa rinnovare è che ci sono persone silenziose, discrete, di una “straordinaria  ordinarietà”, che hanno capito il legame di tutti gli uomini e le donne e si fanno servitori di questo legame che è sempre impegnativo ma lo è tanto più quando il fratello è in una condizione che lo costringe in qualche povertà, fisica, sociale, spirituale.

I miei fratelli volontari di ogni povertà camminano e ormai stanno al mondo seguendo prioritariamente questa via. Vanno in cerca, talvolta, del povero e, nella propria particolare povertà, si fanno “prossimo..” all’altro.

Anche il loro amore è povero. È un amore che dà e non chiede mai. Perfino innamorarsi di qualcuno con la propria povertà diventa virtù. Un amore povero che si dà oltre ogni convenienza sociale diventa morale, perché il fine di questo amore è solo donarsi e amare.

Giovanna Spitaleri. 

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