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Serravalle: cordoglio per Francesca Zanellato

Riceviamo e pubblichiamo.

Nel volgere di poche settimane se ne sono andate le due signore che gestivano due locali storici di Serravalle, l’Asti e l’Impero: Giuseppina Buonaccorso e Francesca Saccardi.

Domenica 21 febbraio si è spenta nella sua casa a Borgosesia Francesca Zanellato, originaria di Rovigo, giunta a Serravalle dopo l’alluvione del Polesine del novembre 1951, un evento catastrofico che colpì gran parte del territorio della provincia di Rovigo e parte di quello della provincia di Venezia, causando circa cento vittime e più di 180.000 senzatetto, con molte conseguenze sociali ed economiche, tra le quali un’emigrazione massiccia.

Francesca lavorò per alcuni anni alla Ragno. Nel 1965 si sposò con Ennio Saccardi e nacquero tre figli Caterina, Filippo ed Emanuele. Francesca, lasciato l’impiego a Valduggia, coadiuvò il marito Ennio e la cognata Ileana nella gestione del Bar Impero, aperto nel 1924, con un nome evocativo delle “sorti magnifiche e progressive” che attendevano il Paese, che fu sempre gestito dalla famiglia Saccardi. Ogni Serravallese è entrato almeno una volta nelle salette perlinate con le caratteristiche volte a botte in mattoni a vista, e l’arredamento da chalet montano: da bambini si acquistavano caramelle, “cicche”, gelati, o si confidava nelle palline di plastica trasparente che contenevano dei giochini, cresciuti si entrava per un caffè o un aperitivo, o magari per vedere la partita nella saletta della televisione, arricchita dalle molte fotografie storiche appese alle pareti, che costituiscono un piccolo museo di questi cento anni, in cui sono cambiate moltissime cose.

Francesca per carattere era molto socievole, ma sapeva essere riservata: la sua gentilezza era nota a tutti. La sua gioia erano i sette nipoti: Carola, Luigi, Maria Luce, Nicole, Martina; Lian e Bella Rose, la più piccina, di soli cinque anni. Da qualche anno purtroppo la sua salute era declinata, e cinque anni fa, seppur a malincuore, aveva lasciato il bar alla nuora Sabrina, certa che sarebbe stato in buone mani. Trasferitasi a Borgosesia con il marito non aveva mai cessato di interessarsi a quel luogo che era stato la sua casa per tanti anni, in cui aveva conosciuto Ennio e cresciuto i loro figli, sempre prodiga di consigli dettati dall’esperienza.

“Francesca ci ha lasciati, ma non con la sua anima”: questa frase vergata in un elegante corsivo
nell’epigrafe, è l’ideale saluto per questa signora minuta, ma sorretta sempre da una incrollabile volontà.

Piera Mazzone

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