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Serravalle: in ricordo di Fiorenzo Ferrara “Floran”

Riceviamo e pubblichiamo.

“Per non dimenticare…per ricordare”: nel volumetto scritto da Davide Cerutti in occasione del 70° anniversario della Liberazione, Floran posa fiero con il suo fucile, il calcio poggiato a terra, lo sguardo verso l’obiettivo, ma in realtà i suoi pensieri corrono più lontano, verso quella Libertà che sogna gli restituirà la sua giovinezza.

Il suo nome è Fiorenzo, ma da allora tutti lo chiameranno “Floran”, nome di battaglia scelto
da partigiano. Il padre, Francesco, “Cicola”, fu il primo Sindaco di Serravalle dopo la Liberazione.
Pochi giorni fa mi ero rivolta a Floran per avere qualche notizia sul Sacrario dei Caduti nel cimitero di San Martino: nonostante le sue condizioni di salute fossero davvero pessime, tramite la moglie Liliana, cercò di aiutarmi. In quel momento pensai che tutti gli ultimi “testimoni” se ne stavano andando, portando con loro la storia di quegli anni che segnarono la ricostruzione. Tutte le domande che non abbiamo fatto, ora non avranno mai più risposte.

Floran per oltre settant’anni suonò il clarinetto nella Banda Musicale Società Operaia di Grignasco, conquistandosi un posto nel cuore di tutti i musici e della Presidente Federica Balma Perazzi, che la sera del Rosario in chiesa ha condiviso un affettuoso e commovente ricordo.
Nel 1948 Floran, che la musica ce l’aveva proprio nel sangue, con alcuni amici fondò un complessino che suonava per Carnevale, in occasione di feste popolari, in Casa di Riposo: Ferruccio Mazzone suggerì loro un nome: “Brüsca Mataras”. Il termine “Brüsca” nel nostro territorio è quello più comune per definire il modo originale e spontaneo dei musici di suonare alla fine dei servizi ufficiali, a memoria, senza Maestro, per divertirsi e divertire, mentre il termine “Mataras” si riferiva alla stoffa delle divise, fornita da un materassaio locale. Negli anni Ottanta al gruppo si aggiunsero alcune signire, che “suonavano” strumenti atipici, quali casseruole e forbici, tra loro c’era Liliana, moglie di Floran: davvero uniti sempre, in casa e nei momenti di svago.

La “Brüsca” si fece conoscere in tutto il Piemonte, in Lombardia e in Svizzera, e nel 2008
ricevette il premio dal Comune come «Serravallese dell’anno», mentre nel 2017 fu organizzata una memorabile serata al cinema-teatro di Serravalle per festeggiare il settantesimo della nascita. Floran lavorò prima in Cartiera, poi, dopo la pensione, dava una mano in officina al figlio Mauro, ma era anche un’occasione per scambiare quattro chiacchiere con gli amici che sapevano dove trovarlo, perché i ricordi condivisi fanno bene al cuore.

Caro Floran novantaquattro anni compiuti sono davvero una lunga vita, ma di Te resta il ricordo di una persona onesta, buona, che con semplicità regalava agli altri il suo tempo e suscitava buonumore.

Piera Mazzone

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