Spazio ai lettori

Varallo: in biblioteca un pomeriggio Dantesco

“Oggi, almeno per me, è stata una giornata indimenticabile e le presenze non sono mancate, nemmeno quelle istituzionali: ringrazio il Sindaco di Varallo, Eraldo Botta e il Sindaco di Rassa, Michele Barbaglia”: così si è espresso Emilio Uggeri, autore del volume: “Dante or dì a Fra Dolcin…”, riguardo al “pomeriggio dantesco” in biblioteca, iniziato con la presentazione della mostra bibliografica dedicata all’esposizione di edizioni particolari della Divina Commedia e di alcuni testi su Dolcino, unitamente all’intera collezione della Rivista Dolciniana.

Aristide Torri, Presidente del Consiglio di Biblioteca, ha parlato di una interessante rarità bibliografica: un manoscritto seicentesco che illustra il viaggio da Gattinara e Rassa di Dolcino e degli Apostolici.

Eleonora Visco Gilardi e Guido Tonetti, attori che fanno parte di un’Associazione Culturale di teatro, hanno proposto un intenso recital dantesco dal titolo: “Amor mi mosse…”, cui hanno fatto seguito gli interventi del Presidente e del Segretario del Centro Studi Dolciniani di Biella, costituito a metà degli anni Settanta del secolo scorso con la partecipazione di Dario Fo e Franca Rame, che proseguì poi l’attività presieduto da Gustavo Buratti, scomparso nel 2009.

Aldo Fappani e Piero Delmastro hanno sottolineato: “Il contributo in termini di riflessione, dialogo, dibattito, ricerca e contro-informazione, circa la riscoperta e l’attualizzazione delle gesta, del martirio e del ruolo storico e valoriale della Comunità Cristiana dei Fratelli Apostolici di Dolcino e dei suoi gazzari”, realizzato attraverso la pubblicazione di libri, l’organizzazione di convegni e dibattiti, e mantenuto vivo con la Rivista Dolciniana prima e poi con i Quaderni Dolciniani.

Il Centro Studi ha accolto positivamente la ripubblicazione da parte di Emilio Uggeri, all’interno del suo libro di un volume storico su Dolcino, oggi introvabile, edito nel 1907 da Nino Belli e Giuseppe Ubertini: “Fu la prima pubblicazione laica in cui i documenti vennero tradotti dal latino ed utilizzati per scrivere la storia di Dolcino”. Quel libro coincise con la riscoperta da parte degli operai e dei socialisti biellesi della figura di Dolcino, considerato un “Apostolo del Cristo socialista”.

Parlando dell’iconografia dolciniana Delmastro ha ricordato che a Varallo, in un deposito della Pinacoteca, è conservato un busto raffigurante Dolcino, opera dello scultore Carlo Vanelli.

Al termine dell’intenso pomeriggio è intervenuto Emilio Uggeri, autore con la collaborazione di Angelo Ambrogio Bonfanti e del Centro Studi Dolciniani di Biella, del volume: “Dante or dì a Fra Dolcin…”, il cui titolo riprende un verso della prima delle due celebri terzine dantesche del canto XXVIII dell’Inferno, presentando il suo lavoro attraverso
la proiezione di alcune immagini commentate. Il volume, corredato di fotografie e di riproduzioni artistiche, si propone di analizzare la figura di Dolcino, che ebbe una grande eco a livello locale, avendo i dolciniani trascorso l’ultimo, terribile inverno, sulla Parete Calva che sovrasta Rassa, montagna che secondo una leggenda, avrebbe preso le
sembianze del frate, dopo l’epilogo tragico della sua avventura.

L’iniziativa dantesca, che gode del patrocinio dell’Unione dei Comuni Montani, nata in collaborazione con il Comune di Rassa, verrà replicata sabato 7 agosto nella suggestiva “Resga dij Brasei”, con inizio alle ore 16.

Alla presentazione seguirà una cena medievale , presso il capannone della Pro Loco di Rassa, per la quale è indispensabile la prenotazione telefonando al n. 347 – 4606796 o inviando una Mail a: sindaco.rassa@ruparpiemonte.it.

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