Spazio ai lettori

Varallo: in ricordo di Giuliana Brusa

Riceviamo e pubblichiamo.

Cara Giuliana,
Ti invio una lettera per ringraziarti di aver regalato la passione della musica a tanti ragazzi e ragazze. Tu, signorina di buona famiglia, sembravi appartenere ad un mondo di fine Ottocento, con i capelli raccolti dietro la nuca, trattenuti da un vistoso fiocco di velluto nero, indossavi quasi sempre camicette candide, ricamate, con il collo alto, che mettevano in rilievo il tuo fine profilo.

Tra i colori prediligevi il celeste, la tinta del manto della Vergine, alla quale eri tanto devota. Un filo di perle suggellava quell’eleganza di altri tempi, semplice e ricercata. Quando sedevi al maestoso organo della Collegiata di San Gaudenzio, le mani e i piedi si muovevano agili, danzando con le note che fluivano leggere. Il portamento eretto e composto, sottolineava la solennità della musica sacra, ma, con altrettanta eleganza, in altre occasioni ed in altri luoghi, abbracciavi la tua inseparabile fisarmonica traendone ritmi travolgenti. Tuo nonno, da piccina, ti
aveva portato in dono una piccola fisarmonica, che t’incantò con la magia dei suoi suoni: fu un amore che segnò la tua vita.

Amavi frequentare i concerti: non ti perdevi gli appuntamenti del Festival degli organi storici valsesiani, ascoltavi in silenzio, quasi rapita, ed al termine, immancabilmente, contrappuntavi il concerto di commenti positivi. Abitavi a due passi dalla Collegiata, in un appartamento che sembrava il regno di una principessa bambina.

Purtroppo dopo la morte dei tuoi genitori eri rimasta sola, ma avevi saputo coltivare amicizie affettuose, Angelo Salomone ti aveva omaggiata di un delicato ritratto a pastello: dietro gli occhiali il tuo sguardo sembra diretto verso un mondo più alto, forse perché tu, nella tua semplicità, sapevi vedere cose che ad altri sfuggono. Incontrandomi davanti alla Biblioteca rinnovavi sempre il proposito di una visita per conoscere i Fondi Musicali, sottolineando le parole con un gesto che sanciva la promessa: la notizia della tua morte in Ospedale a Vercelli mi ha lasciata allibita, ma poi mi sono ricordata che dovevi partire per quell’ultima tournée importante, alla Corte dei cieli, e che certamente avresti inviato una cartolina speciale.

Piera Mazzone

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