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Ciaspolare in Valsesia

Vivere la natura anche in pieno inverno, con le ciaspole

Ciaspolata all’Alpe Larecchio, foto di Mirella Giovinazzo

Ciaspolare sulla neve, è diventato uno dei passatempi invernali più diffusi di questi ultimi anni, con le “ciaspole” infatti, la pratica dell’attività fisica all’aperto diventa possibile anche in inverno, in modo particolare per chi magari non è capace di sciare, purché abbia un minimo di allenamento e spirito di avventura. Le ciaspole, o racchette da neve, altro non sono che delle attrezzature, (già in uso molti anni fa ma allora erano fatte di legno), che allacciate agli scarponcini, permettono di camminare sulla neve. Sul mercato ne esistono di vari modelli, che ovviamente dovrai scegliere in base alla tua costituzione ed al tipo di itinerari che vorrai fare ma per non dilungarmi in dettagli tecnici, ti suggerisco se vuoi saperne di più, di leggere questo articolo sulla rivista trekking.it dove troverai come sempre, utili consigli per l’acquisto.

Il paesaggio che siamo abituati a vedere durante la bella stagione, durante un’escursione invernale con le ciaspole risulta incredibilmente magico e ovattato. La neve, con il suo candore, contrasta con il colore del legno delle tipiche baite e l’azzurro del cielo nelle giornate limpide, il senso di benessere e se vogliamo anche la gioia di tornare un po’ bambini camminando nella neve, ci pervade regalandoci grandi emozioni. Per queste e molte altre ragioni, ciaspolare è sicuramente uno sport da consigliare e adatto un po a tutti.

Verso l’Alpe Pile, in estate
Ciaspolata all’Alpe Pile, foto di Mirella Giovinazzo

Ma analizziamo ora la situazione in Valsesia! Beh, come ben sai in estate, è il regno degli escursionisti, sia per facili escursioni giornaliere che trekking di più giorni e quindi anche durante l’ inverno, molti diventano itinerari ideali per le ciaspolate.

Molte Associazioni sportive e guide abilitate, hanno captato al volo la nuova opportunità di un turismo alternativo al classico sciatore e quindi si sono prodigati nel tracciare itinerari alla portata di tutti ed organizzare ciaspolate collettive o individuali.

Da Alagna, partono tanti begli itinerari per  la Val d’Otro e la Valle dell’Olen oppure da Riva Valdobbia per la Val Vogna ma trovi interessanti e panoramici percorsi anche partendo da Rassa verso la Val Sorba, oppure da Campertogno o dall’Alpe di Mera.

Diciamo che la voglia di avventura con un occhio di riguardo sempre alla sicurezza, può farti ciaspolare ovunque lo desideri, l’importante è evitare di inoltrarsi, soprattutto da soli, in luoghi dove sussiste pericolo di valanghe o che non conosci affatto, per questa ragione, l’ideale è sempre quello di farsi accompagnare da una guida esperta, che non solo saprà portarti su percorsi sicuri ma ti potrà offrire molte informazioni di carattere storico e culturale su quanto incontrerete lungo il percorso.

Ciaspolando verso la Massa del Turlo, foto di Giampiera Ferla

Un altro modo per vivere emozionanti ciaspolate è quello di farle al tramonto con cena in rifugio e rientro subito dopo o al mattino seguente, pernottando in rifugio. Questo tipo di escursioni sta riscuotendo molto interesse in Valsesia infatti, sono sempre di più le associazioni che le propongono nei loro calendari.

In questo articolo, ti suggerisco solo un paio di itinerari, perché elencarti tutti quelli che puoi fare in Valsesia, diventerebbe lunghissimo e noioso da leggere ma in fondo all’articolo troverai alcuni link a siti, che potrai con calma visionare e dove troverai altri itinerari, oltre che a contatti, qualora avessi bisogno di una guida naturalistica esperta.

Una delle più classiche e belle ciaspolate in Valsesia, è senza dubbio percorrendo la Val Vogna per raggiungere l’Alpe Larecchio. Come per la bella stagione, si parte dalla frazione Sant’Antonio e si sale in leggera pendenza sino alla fr. Peccia, lungo il percorso se è nevicato tanto, è facile che troverai delle slavine ma sono facilmente superabili, (sempre con attenzione), questo itinerario che volendo al ritorno puoi percorrere passando dalle frazioni alte, sarà anche l’occasione per vedere i villaggi walser, che qui sono diversi e tutti molto ben tenuti, il dislivello dell’escursione è di circa 550 metri.

Arrivati alla bella località Peccia, dove tra l’altro si trova l’agriturismo Edelweiss, (magari per una sosta al ritorno oppure come fermata intermedia) si sale un pochino, fino a passare accanto alla chiesa di San Grato, da qui di nuovo in leggera pendenza fino all’antico ponte napoleonico, a questo punto la salita diventa più impegnativa ed in effetti serve un pochino di allenamento nelle gambe se non si vuol fare troppa fatica.

Fr. Sant’Antonio, foto di Gabriele Bianchi
La Fr. Peccia, foto di Gabriele Bianchi

 

 

 

 

 

 

Salendo nella Val Vogna, verso l’Alpe Larecchio, foto di Gabriele Bianchi
Sakendo all’Alpe Larecchio, foto di Mirella Giovinazzo
Pianoro dell’Alpe Larecchio, foto di Mirella Giovinazzo
Alpe Piane valle Vogna, foto di Gabriele Bianchi

All’arrivo nell’ampio pianoro dell’Alpe Larecchio, si gode un’ampia vista sul vallone che sale al Corno Bianco. Qui, veramente, la pace ed il silenzio regnano sovrani. Dopo una meritata pausa, si riprende il percorso per il rientro, che volendo può diversificarsi una volta arrivati alla Peccia, passando per le frazioni alte, per poi ridiscendere sino a Sant’Antonio.


Un altro itinerario molto suggestivo è quello che da Alagna va all’Alpe Pile, dove c’è il Rifugio Pastore, da qui  volendo puoi salire verso il Rifugio Calderini, oppure dall’Alpe Fum Bitz, mantenendo la destra, salire verso il Colle del Turlo. Sta solo alla tua preparazione fisica, al tempo che hai a disposizione e ovviamente alle condizioni atmosferiche, scegliere quello che più ti piace.

L’itinerario può partire direttamente da Alagna, percorrendo sulla destra orografica del Sesia, il sentiero che ti conduce alle varie frazioni walser, raggiunta la fr. di Pedemonte, si prende la strada principale che sale alla Cascata dell’Acqua Bianca, oppure puoi lasciare l’auto nel parcheggio del Wold e da qui prendere la strada principale; segui quindi il percorso obbligato che solitamente si fa anche durante la bella stagione, fino al bivio dove potrai scegliere se salire a sinistra sul sentiero 206 arrivando proprio sotto il Rifugio Pastore, oppure continuare sulla destra raggiungendo la cascata, da qui si sale piuttosto agevolmente fino a raggiungere l’alpe Fum Bitz, si scende quindi a sinistra e si arriva in poco tempo al pianoro dell’Alpe Pile; se sei fortunato con una bella giornata di sole, lo spettacolo del Monte Rosa davanti a te, sarà impagabile.

Alpe Fum Bitz Alagna e il Monte Rosa sullo sfondo, foto di Mirella Giovinazzo
Rifugio Pastore, Alpe Pile foto di Mirella Giovinazzo

 

 

 

 

 

 


Come ti dicevo le possibilità di ciaspolare in Valsesia sono infinite. Sta a te scegliere in base alla giornata, al tuo grado di allenamento e al tempo che hai a disposizione, dove andare. La valle dei tremendi a Rossa, percorrendo la Val Sorba, il Monte Bo Valsesiano, l’Alpe di Mera, la Massa del Turlo a Cervarolo, il vallone d’Otro, sono solo alcune delle fantastiche mete ideali per ciaspolare, godendoti paesaggi della natura, più incontaminata.

Ciaspolando in Val d’Otro, foto di Giampiera Ferla

Eccoti qui sotto i link dai quali potrai trarre ispirazione per le tue prossime ciaspolate!

ALPE DI MERA vengono proposti tre itinerari

ESCURSIONANDO TREKKING descrizione di due itinerari  (vallone dell’Otro e Monte Bo)

SENTIERI NATURA guide naturalistiche, escursioni con le ciaspole

GUIDE DI ALAGNA contatti corpo guide alpine per essere accompagnati in tutta sicurezza

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