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Il Puncetto Valsesiano

Sicuramente se sei della Valsesia o ci sei venuto da turista, avrai avuto modo di vederlo durante le tante fiere valsesiane, esposto nelle vetrine di artigiani o quelle della bottega dell’artigianato a Varallo o ancora, durante l’Alpàa e forse hai la fortuna di saperlo fare,  sto parlando del “PUNCETTO

Il Puncetto Valsesiano

 

Questo antico e meraviglioso pizzo, le donne valsesiane di un tempo, lo sapevano fare probabilmente tutte; erano le madri, le zie, le nonne che insegnavano alle donne di famiglia questo lavoro, che veniva fatto durante la giornata mentre ci si prendeva cura dei pascoli oppure alla sera, raccolte davanti al focolare, e così via per generazioni.

Un certosino lavoro di ago e filo, fatto di piccolissimi nodi; la tecnica prevede che venga effettuato nei due sensi, senza mai girare il lavoro, tenendo l’ago con la cruna verso il corpo e la punta verso l’esterno, è molto importante mantenere costante la tensione del filo, per ottenere una giusta compattezza del lavoro finito, che ne contraddistingue così una realizzazione a regola d’arte, se si fanno errori purtroppo, il lavoro è da rifare. Per fare il puncetto, inutile dirlo, ci vogliono ore ed ore, armate di molta pazienza.

Nato per adornare i tradizionali  costumi delle signore,  nel tempo fu anche usato per abbellire lenzuola, asciugamani, centrini, fazzoletti ed in questi ultimi anni, con lo scopo di favorire l’interesse delle nuove generazioni, viene inserito anche sulle tende, sulle borsette, nei porta oggetti, vengono inoltre creati orecchini, collane, bracciali ecc.. largo spazio viene dato alla fantasia di ognuna.
Alcuni cenni sulle origini del “Puncetto Valsesiano“:
sembra esistere (fonte Google) un antico atto notarile risalente al 1685, un atto dotale, dove vi era scritto che nella dote era compreso un grande fazzoletto bianco ornato con il “ponchietto”, ecco perchè si presume che il puncetto era già in uso e quindi una tradizione valsesiana radicata; chi invece pensa che sia arrivato in Valsesia, grazie alle popolazioni Walser, altri che sia una tradizione saracena, arrivata qui a seguito dell’occupazione dei Mori in Italia, ad ogni modo in Valsesia, esiste da centinaia e centinaia d’anni.
Fu anche grazie alla Regina Margherita di Savoia durante una delle sue visite in Valsesia, che lo scoprì e lo volle nella sua corte, che se ne diffuse la notorietà, in diverse parti d’Italia.
Fortunatamente negli anni 80, per far sì che questa antica arte, che col passare del tempo ed un diverso stile di vita, non riscontrava più grande interesse se non in alta Valle, le amministrazioni locali in collaborazione con la Camera di Commercio, istituirono delle scuole, (la Società Operaia di Mutuo Soccorso di Varallo Sesia è una di queste) più avanti poi, venne anche registrato il marchio di “Puncetto Valsesiano” oltre che creato un albo delle maestre di Puncetto.
In modo permanente puoi vedere lavori di Puncetto, presso il Museo del Puncetto, a Fobello in alta Valmastallone, oppure presso i locali della Bottega Artigiana a Varallo in Corso Umberto I.
E tu? Sai fare il Puncetto? Scrivilo nei commenti se ti va… e se vuoi lascia il tuo recapito per essere contattata da chi vorrebbe acquistarlo.

 

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