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Varallo Sesia: è andata in scena “Penelope l’attesa 2.0”

Il Soroptimist Club di Valsesia per ricordare la Giornata contro la violenza nei confronti delle donne, domenica 25 novembre, alle ore 17, nel teatro Civico di Varallo ha inaugurato la “poltrona rossa”, al centro della platea: un simbolo tangibile all’interno del teatro, mentre nella piazza esterna il Presidente CRI Pier Franco Zaffalon, poco prima, aveva inaugurato la ”panchina rossa”.
Nel foyer del teatro erano a disposizione fotografie scattate dalla socia Soroptimist Raffaella Bordini, ispirate al tema della violenza contro le donne e album doppi: “L’amore è un’altra cosa” e “Baciami”, immagini di donne che mandano o aspettano baci leggeri come un messaggio di speranza, accompagnati da poesie e riflessioni, per sconfiggere la violenza che può nascondersi anche nelle parole.

Nella presentazione la Presidente del Soroptimist Valsesia, Daniela Campra, ha sottolineato il fatto che la violenza di genere è un fenomeno sociale drammatico, difficile da quantificare, ma i dati disponibili ne evidenziano le enormi proporzioni: quasi sette milioni di donne hanno subìto qualche forma di abuso nel corso della loro vita, come violenze domestiche, stalking, stupro, insulto verbale e violazioni della propria sfera intima e personale, che rappresentano spesso tentativi di cancellarne l’identità, di minarne l’indipendenza e la libertà di scelta. I numeri del femminicidio, forma estrema del fenomeno, sono inquietanti: negli ultimi cinque anni se ne registrano 774, una media di circa 150 all’anno; in Italia ogni due giorni circa viene uccisa una donna: nel 2016 ci sono stati 120 casi di femminicidio e anche nel 2017 la media è stata di una vittima ogni tre giorni; negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui l’82% in famiglia.
Il Soroptimist è un club femminile particolarmente impegnato sul fronte delle donne vittime di violenza: in primavera, presso la caserma dei Carabinieri di Borgosesia, nell’ambito di un progetto nazionale Soroptimist, è stata inaugurata una stanza dedicata ad accogliere le donne che denunciano violenze, che purtroppo è già stata utilizzata più volte. Le offerte raccolte durante la serata sono state utilizzate per finanziare l’acquisto, in collaborazione con le Soroptimiste del Club di Vercelli, di un kit antiviolenza, composto da computer e telecamera portatile per raccogliere le testimonianza di donne vittime di violenza, che sarà consegnato mercoledì al Questore.
Il Sindaco di Varallo, Eraldo Botta ha confermato il coinvolgimento attivo dell’Amministrazione Comunale, rappresentata dagli Assessori Enrica

Poletti e Nathalie Ricotti, e dalla Consigliere Pamela Negri, citando un passo di Roberto Benigni che invitava all’attenzione verso le donne che si deve concretizzare nella prevenzione, ma soprattutto nell’ascolto.
Enrica Resini, socia del Soroptimist Alto Novarese, donna determinata, di grande cultura, insegnante di italiano e latino al liceo, attrice e amante del teatro – che, sempre invitata dal Soroptimist, a Borgosesia, al Teatro Pro Loco, l’8 marzo 2016, aveva presentato un ironico spettacolo, da lei scritto, diretto ed interpretato: “Il bello degli uomini”, incentrato sui pregi e i difetti del nuovo sesso debole: gli uomini – a Varallo ha portato: “Penelope, l’attesa 2.0”, aggiornamento di una delle sue prime commedie teatrali, andata in scena tredici anni fa, incentrata sul personaggio di Penelope, simbolo della donna che incessantemente tesse la sua tela: esiste e resiste, come solo le donne sanno fare, in modo a volte autoironico, disincantato, con rabbia o con dolore, ma soprattutto sempre e comunque coniugando la parola: “Speranza”.

L’attualità di questa figura sta proprio nel suo essere artefice del proprio destino, non subendo quello che altri, i Proci, le vorrebbero imporre. Le scenografie di Ivana Teruggi erano volutamente essenziali, composte di pochi oggetti simbolici, mentre le musiche originali sono state composte da Francesco Basso.
Via via sono scivolati sul palco i vari momenti e i vari ruoli delle donne: da figlie a madri, a mogli, compagne e amanti. Il delicato tema dell’invecchiare è stato trattato non con superficiale buonismo, ma ad occhi aperti, anzi spalancati su una condizione inevitabile. “La vecchiaia è il microonde del corpo delle donne”: essere schiave di un ideale di bellezza, occupa una quantità enorme di tempo, usata per inseguire: “Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia” come saggiamente scriveva Lorenzo il Magnifico. Edith Piaf cantava: “Je ne regrette rien”, ma anche se ogni donna ha dei rimpianti, che talvolta hanno divorato le vite di grandi poetesse come Sylvia Plath e Dorothy Parker, Alda Merini nella poesia scelta da Enrica Resini: “Ci sono donne”, invita a guardare avanti, chiedendo semplicemente: “Rispetto”.

Al termine dello spettacolo a tutti i presenti è stato offerto un rinfresco preparato ed offerto dalle socie del Club, ciascuna delle quali ha portato qualcosa di dolce o di salato, per creare un clima di festa in famiglia, dove si sono intrecciate le voci ed i cuori.

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