Reportage eventi

Varallo Sesia: Valsesia Musica e concerto Coro L’Eco di Varallo

VALSESIA MUSICA COMMEMORA IL CENTENARIO DELLA VITTORIA NELLA GRANDE GUERRA CON UN CONCERTO DEL CORO L’ECO DI VARALLO

Tra gli eventi collaterali alla grande mostra dedicata alla Prima Guerra Mondiale, allestita nelle sale di Palazzo D’Adda:“Cent’anni dopo. La Valsesia e i Valsesiani durante la Grande Guerra”, sabato 3 novembre alle ore 21, al teatro Civico di Varallo l’Associazione Culturale Valsesia Musica,per commemorare il centenario della Vittoria, ha offerto un concerto del Coro “L’eco”,diretto da Wilmer Baggio, con Ilmo Debernardi come preparatore musicale. Il Coro è formato da diciotto elementi, persone che si impegnano settimanalmente per le prove nelle sede varallese della Casa delle Associazioni, messa a disposizione dall’Amministrazione Comunale.Per la serata è stato scelto un originale programma di canti tratti dal ricco repertorio, incentrati sui temi della guerra e della montagna.

Daniele Conserva, presentatore della serata, dopo aver fatto salire sul palco per un ringraziamento ufficiale le quattro signore che indossavano i costumi valsesiani: Emma, Renata, Wanda e Giuse, ha invitato la Presidente di Valsesia Musica per un saluto: “Con questo concerto corale vogliamo ricordare i ragazzi valsesiani che hanno lasciato la Valle per andare in guerra, abbandonando i loro sogni e le persone care: molti di loro purtroppo non sono tornati. Un pensiero particolare lo rivolgo alle donne valsesiane, mamme, sorelle, mogli, che, sostenute dalle Fede, si comportarono sempre con grande dignità”.

Sul palco una composizione floreale ricordava i colori della bandiera italiana, in platea ogni posto era occupato.

L’Inno del Piave, suonato a sipario chiuso, creando un clima di grande commozione e attesa, è stato il preludio per la presentazione del Coro, schierato a semicerchio, che ha cantato Gran Dio del cielo, ispirato alla nostalgia della casa e delle persone care per l’alpino in trincea, che invece deve confrontarsi con la realtà del nemico da combattere.

I canti si susseguivano limpidi, mettendo in rilievo le varie voci, raccontando la vita in montagna, non solo nel tempo della guerra, ma anche come ambiente sereno, in cui la natura si esprime nell’alternarsi dei colori, e nel fluire dei giorni dall’alba al tramonto.“SomSom”: un’antica lauda provenzale del Settecento, è stata elaborata dal Maestro Paolo Bon, trasformandola in una bellissima ninna nanna in lingua occitana. L’epopea napoleonica viene letta come una sventura

dai contadini costretti ad andare a morire per una causa incomprensibile, tanto che la caduta dell’imperatore viene festeggiata buttando i cappelli in aria nella speranza che la guerra se ne sia andata per sempre: il canto armonizzato da Angelo Agazzani con timbro e ritmo militaresco, in realtà racchiude un desiderio di pace. La prima parte del concerto si è conclusa con la celebre “StelutisAlpinis”, in lingua friulana, una melodia struggente che racconta una storia di guerra e di morte. Le note del silenzio hanno preceduto il canto degli Alpini: “Bombardano Cortina”, resoconto poetico e orgoglioso di un’azione di guerra. Bepi De Marzi, celebre compositore di canti corali, che ha avuto parole di elogio per il Coro “L’eco”, è autore di “Joska la Rossa”: Joska è veramente la morosa, la sorella, la mamma che tutti vorrebbero avere, esemplificata in un crescendo musicale trascinante. Su un testo di Geminiani lo stesso Bepi De Marzi musicò: “La bomba embriaga”, in cui ironicamente gli Alpini sperano che dal cielo cada al posto di una bomba una botte piena di buon vino.

Le mie valli” è un canto scritto da Franco Fulgoni, armonizzato per coro a cappella da Franco Fini, direttore del coro “Acqua ciara” di Recoaro, elaborato da Wilmer Baggio, che ha voluto inserire un pezzo con l’armonica a bocca, uno strumento che prima della guerra si suonava molto spesso e poi andò in disuso: Pier Carlo Francione ha suonato questo piccolo strumento con grande bravura. Dal virtuosismo musicale a quello vocale con “Jodel a sera”, in cui il vento accompagna la luna che rischiara al pastore la strada del ritorno.

Jodel Coro l’Eco Varallo

Il programma si è concluso con un canto distensivo e leggero:“Tira a campar”, un inno a vivere sorvolando con leggerezza sugli affanni quotidiani, gustando il piacere genuino e sincero di un bicchiere di vino bevuto in compagnia. Il Bis, richiesto a gran voce, è stato l’Inno Nazionale, “Fratelli d’Italia”, cantato dal coro e dal pubblico, seguito da calorose strette di mano della Presidente Franca Scaglia al Direttore e a ciascuno dei coristi.

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