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Quel pacchetto di sale donato per ricordare i defunti: un’antica usanza valsesiana diventa un romanzo

Un piccolo pacchetto di sale distribuito durante le messe in suffragio dei defunti. È il ricordo che Ermanno Cottini, medico torinese di origini valsesiane, conserva della sua infanzia a Campertogno. Un’usanza che lo aveva incuriosito fin da bambino e che, molti anni dopo, è entrata nella trama del suo romanzo Il dono del sale, presentato alla Biblioteca Civica “Farinone-Centa” di Varallo.

Il libro nasce anche da un’altra vicenda, questa volta legata alla professione medica dell’autore: un caso di presunta malasanità raccontatogli da una collega. Due spunti molto diversi, dai quali prende forma una storia che attraversa il passato e il presente, tra misteri, sentimenti e interrogativi legati alla medicina.

Il dono del sale: una tradizione della Valsesia

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la presentazione riguarda proprio l’antica usanza di distribuire il sale in occasione delle messe per i defunti, un rito di fede popolare ancora presente in alcune località valsesiane.

A parlarne è stato don Damiano Pomi, che ha spiegato come questo gesto rappresentasse un modo per mantenere un legame con chi non c’era più.

Il sale, oggi considerato un alimento comune, un tempo aveva un valore economico importante. Veniva utilizzato per conservare i cibi, ma possedeva anche un forte significato religioso e simbolico.

Nella tradizione cristiana compare in numerosi passi biblici e nella liturgia. Basti ricordare le parole di Gesù rivolte agli Apostoli: «Voi siete il sale della terra», un’espressione che attribuisce al sale il significato di qualcosa capace di fare la differenza.

Durante l’incontro è emerso anche un particolare che racconta molto delle condizioni di vita di un tempo: in alcune cronache parrocchiali veniva annotato che il sale non era stato distribuito perché la famiglia del defunto non poteva permetterselo.

Ivana Petenzi ha inoltre ricordato un testamento settecentesco redatto a Priami, nel quale Carolus Antonius Clavini disponeva che, durante una messa in suo suffragio, venisse distribuito il sale. Un dono che, nelle sue volontà, assumeva un significato di riconoscenza verso le persone con cui aveva condiviso la vita.

Sono anche queste testimonianze, che ci permettono di conoscere meglio le tradizioni delle nostre comunità dove un gesto semplice poteva racchiudere un significato profondo.

foto evento

Il romanzo di Ermanno Cottini, tra misteri, amori e medicina

Nel romanzo Il dono del sale si intrecciano due vicende ambientate in momenti diversi.

Da una parte c’è una donna rimasta vedova che inizia a ricevere lettere anonime. Qualcuno sostiene che la morte del marito, avvenuta dopo un delicato intervento chirurgico al cuore, non sia stata una fatalità, ma la conseguenza di un errore umano.

Dall’altra troviamo un gruppo di studenti all’ultimo anno di liceo, con le amicizie, gli amori e le emozioni proprie dell’adolescenza.

Le loro strade torneranno a incrociarsi a distanza di anni, quando sentimenti mai dimenticati e questioni rimaste irrisolte riemergeranno, portando alcuni personaggi verso l’amore e altri verso la vendetta.

La narrazione affronta anche il tema del commercio illegale di organi e introduce un interrogativo particolare: un cuore trapiantato potrebbe conservare qualcosa della vita della persona alla quale apparteneva?

È quanto l’autore immagina attraverso Donato, uno dei personaggi del romanzo, la cui personalità subisce una profonda trasformazione.

Anche la Torino esoterica trova spazio nel racconto

COPERTINA SALE COTTINIUn altro elemento del romanzo è il riferimento alla Torino esoterica, con i luoghi della città tradizionalmente associati alla magia bianca e alla magia nera.

L’autore ha spiegato la scelta delle immagini di copertina, soffermandosi in particolare sul monumento ai Caduti del Frejus, in Piazza Statuto, luogo al quale alcune tradizioni esoteriche attribuiscono un significato negativo.

A rappresentare invece il polo positivo sarebbe la Chiesa della Gran Madre.

Questi riferimenti contribuiscono all’atmosfera di mistero che accompagna la vicenda narrata nel libro.

La presentazione alla Biblioteca di Varallo

L’incontro alla Biblioteca Civica “Farinone-Centa” è stato anche l’occasione per approfondire una pagina delle tradizioni valsesiane, attraverso gli interventi e le testimonianze che hanno accompagnato la presentazione del romanzo.

Al termine, Ermanno Cottini ha ringraziato la Biblioteca e il pubblico presente, anticipando di essere al lavoro sulla conclusione di una trilogia iniziata con La reliquia rinnegata, un’altra storia che affronta temi particolari, spingendosi fino alla clonazione.

Fonti
da testo di Piera Mazzone
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