Un nuovo strumento professionale è stato adottato dal Centro Diurno Alzheimer di Portula e dal progetto “La Pagina Bianca” dei Servizi Socioassistenziali dell’Unione Montana Valsesia: il metodo Montessori, utilizzato nell’ambito del l’innovativo progetto “Montessori incontra Alzheimer”.
Il progetto, finanziato grazie al bando “Fatto bene 2025” di Fondazione Valsesia e attivato dallo scorso mese di marzo, prevede un approccio funzionale al lavoro con le demenze: <<Nel mese di Marzo 2026 – spiegano Valeria Lentini, referente, e Irene Orsi, psicologa – tutto il personale del Centro Diurno e de “La Pagina Bianca” ha potuto seguire un percorso di formazione specifica sul tema, erogato da parte di un esperto dell’associazione Naven di Trento. È seguito poi un lavoro di progettazione di spazi e attività montessoriane – aggiungono – all’interno dei due servizi suddetti e a luglio alcuni anziani affetti da demenze residenti sul territorio hanno incontrato i bambini dell’asilo Nido del Sole di Pray per momenti di attività insieme. È stato un percorso impegnativo ma molto gratificante -concludono Lentini e Orsi – sia per gli operatori, che hanno appreso nuovi metodi di lavoro e di relazione con la persona affetta da demenza, sia per gli anziani e i bambini, che hanno beneficiato dell’incontro e del confronto in attività alla portata di entrambi>>.
Il metodo si basa sulla relazione, che si propone di osservare senza interferire, rispettare i tempi della persona anziana, usare l’ascolto e valorizzare ogni piccolo gesto. L’ambiente di lavoro viene reso ordinato, sicuro, accessibile e si lavora sul materiale, con l’utilizzo di oggetti concreti, visibili, legati a interessi passati o a gesti della vita quotidiana che stimolano i sensi e l’attenzione. In generale si propongono attività apparentemente molto semplici, con un approccio che rispetta la storia, la dignità e l’”adultità” della persona, adattando le attività proposte all’esigenza di mantenere le abilità residue e l’indipendenza dell’anziano, attraverso una modalità di scomposizione dei compiti. Le attività quotidiane vengono divise in passaggi semplici, dal concreto all’astratto e dal semplice al complesso.
<<Siamo grati a Fondazione Valsesia – commenta l’Assessore ai Servizi Sociali Gianna Poletti – che attraverso questo bando ha permesso ai nostri eccellenti operatori di offrire risorse di qualità per i soggetti più fragili, sui quali i nostri Servizi Socioassistenziali sono concentrati. La relazione tra bambini e anziani è un valore grandissimo, unisce le due generazioni più fragili rendendole risorsa una per l’altra; in questo caso, lo fa con il metodo Montessori, che rispetta i tempi di ciascuno, rompendo la solitudine intergenerazionale, uno dei rischi del nostro tempo. Grazie dunque – conclude – alle operatrici e agli operatori de “La Pagina Bianca”, che con questa progettualità stanno rendendo un grande servizio alla nostra comunità>>.
Soddisfazione viene espressa anche dal Presidente Francesco Pietrasanta: <<I Servizi Socioassistenziali dell’Unione Montana continuano a lavorare con sensibilità e attenzione alle esigenze dei nostri assistiti – dice il Presidente – questa progettualità, in particolare, rappresenta uno dei nostri obiettivi primari: pensare non solo in termini di assistenza, ma di relazioni. Usare il metodo Montessori non solo per i bambini, ma anche per anziani in difficoltà, vuol dire accettarne i tempi, lasciarli fare da soli, accompagnarli in questa preziosa conquista. Un ringraziamento a tutto il personale de “La Pagina Bianca” – conclude Francesco Pietrasanta– la loro professionalità e preparazione, unite allo spirito di servizio, fanno sì che questo progetto continui a crescere e a rappresentare un esempio di concretezza. Ben fatto!>>.










