Domenica 26 ottobre, al Museo delle Campane di Valduggia, è stato presentato il romanzo storico-artistico scritto da Mauro Mario Gilodi: “All’ombra del Sacro Monte”, ambientato all’inizio del XVI secolo in Valsesia, dove il progetto della Nova Jerusalem, tanto desiderato dal Beato Bernardino Caimi, ha iniziato a prendere forma con la costruzione delle prime cappelle. Venne incaricato di dare lustro a quest’opera grandiosa il giovane Magister Gaudenzio Ferrari, pittore e scultore, già conosciuto ed apprezzato a Varallo, fin dalle sue prime opere.
L’Autore, originario di Raschetto frazione di Valduggia, immersa nel verde e nella natura della Valsesia, abita nella casa ricevuta in eredità da un nonno emigrato a Torino per lavoro, che probabilmente appartenne ad un sacerdote come testimonierebbe l’affresco su un soffitto che raffigura la Madonna che schiaccia la testa al serpente, ed è molto legato a questa terra, eletta a protagonista del romanzo, con la Sesia, che le dà il nome: “Valduggia diede i natali a Gaudenzio e esiste tuttora quella che viene chiamata la casa del pittore, poco distante da un bell’edificio cinquecentesco sul quale è stata apposta una lapide marmorea che ricorda il Maestro: entrambe mi incuriosirono e volli sapere chi era quel famoso pittore”.
Rosangela Canuto, Presidente del Centro Libri Punto d’Incontro di Varallo, editore del volume, ha illustrato la genesi della pubblicazione, frutto di un’attenta e rigorosa opera di editing, concordata con l’autore che ha accettato anche osservazioni e consigli provenienti da persone alle quali aveva fatto leggere in anteprima il dattiloscritto. Il risultato è un’opera equilibrata, che fornisce indicazioni storiche precise, offrendo la possibilità di approfondimento sui testi citati nelle note, condensando “bellezza, arte e Fede” e, come ha sottolineato Rosangela Canuto: “Non a caso, è stato presentato nell’ambito degli “Eventi francescani” dedicati a San Francesco nell’ottocentesimo centenario della morte, facendo riferimento alla creazione del Beato Frate Bernardino Caimi, frate francescano”. L’azione si svolge nella “bottega” di Gaudenzio, della quale fa parte il giovane Jacopo, orfano di madre e indirizzato dal Parroco Don Manetta che ne aveva colto il talento artistico.
L’Autore ha ringraziato gli organizzatori dell’incontro e in particolare l’Associazione Amici del Museo delle Campane che gestisce e valorizza l’Antica Fonderia di Campane Achille Mazzola 1403, trasformata in Museo da Carlo e Gisella Barlassina, votato come Luogo del Cuore FAI nel 2022. Enrico Barlassina, Presidente dell’Associazione, ha donato all’Autore un libro per bambini che contiene la storia del Museo: “Probabilmente è l’unico libro per bambini dedicato alle campane e alla loro costruzione”.
Ricordando le sue “estati valsesiane” trascorse a Raschetto, dove scoprì la figura di Gaudenzio e visse una quotidianità familiare semplice e profonda, Gilodi ha spiegato che: “Il libro è il frutto di cinque anni di ricerche, che mi hanno fatto crescere in consapevolezza, permettendomi di cimentarmi nella scrittura letteraria: Gaudenzio in questo romanzo non è il personaggio principale, sebbene lo siano forse le sue opere: è uno spirito in sottofondo, che sostiene il romanzo. Non vi sono dialoghi diretti che lo rappresentano, viene interpellato dai ragazzi di bottega, li accompagna all’osteria dove partecipa cantando e suonando il suo inseparabile liuto”, concludendo con il motivo che l’aveva indotto a scrivere: “Questo vuole essere un libro di bellezza e di speranza: un invito a guardare oltre le difficoltà del contingente, senza mai disperare, certi che la Provvidenza esiste”. In occasione della prima presentazione in Biblioteca a Varallo, una signora tra il pubblico, che sta vivendo una situazione molto particolare, aveva ringraziato l’autore per averle regalato: “Il momento migliore dell’estate: una luce di speranza per il futuro e per tutto quello che può capitare nella vita”.








