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Quanta cultura c’è in Valsesia? Più di quanto forse ci rendiamo conto

Scrivendo quasi ogni giorno di eventi, ci sono aspetti del nostro territorio che riesco probabilmente a vedere da un punto di osservazione particolare.

Uno di questi è la quantità di appuntamenti culturali che vengono organizzati in Valsesia durante tutto l’anno.

Presi singolarmente possono sembrare semplicemente una conferenza, la presentazione di un libro, una serata a teatro, una mostra o un incontro di approfondimento. Ma quando, settimana dopo settimana, li si mette tutti insieme in un calendario, il quadro cambia e ci si rende conto di quanto sia vivo il nostro territorio anche dal punto di vista culturale.

Il merito è delle tante associazioni, dei club, delle biblioteche, degli enti e delle persone che continuano a proporre occasioni per incontrarsi, ascoltare, conoscere e approfondire.

Ci sono settimane in cui è davvero difficile non trovare almeno un appuntamento interessante.

Libri, storia, arte e territorio

Pubblico presentazione

 

Le proposte sono molto diverse tra loro.

Ci sono le presentazioni librarie, spesso accompagnate dalla possibilità di incontrare direttamente gli autori, come accade nelle biblioteche di Varallo, Grignasco, Romagnano o durante le rassegne culturali estive in altri paesi della valle.

Ci sono gli incontri dedicati alla storia locale, alle tradizioni e ai personaggi che hanno lasciato un segno nel nostro territorio.

Penso, per esempio, alla rassegna “Tra Museo e Territorio”, alle nuove proposte culturali del CAI Varallo, alle iniziative della Consulta della Cultura di Borgosesia, agli appuntamenti di Imago Verbi a Varallo e, più recentemente, ai numerosi incontri legati alla figura di San Francesco.

Argomenti molto diversi, che permettono ogni volta di aprire una piccola finestra su qualcosa che magari conoscevamo soltanto superficialmente.

E poi ci sono l’arte e la storia artistica della Valsesia.

Viviamo in un territorio che nei secoli ha visto nascere e lavorare pittori, scultori, architetti e artigiani straordinari. Nomi che incontriamo nelle nostre chiese, nei musei, al Sacro Monte, nei palazzi e persino lungo le strade dei nostri paesi.

Eppure quante volte passiamo davanti alle loro opere senza sapere davvero chi le abbia realizzate o quale storia raccontino?

Anche per questo gli incontri culturali hanno un valore importante: ci aiutano a guardare con occhi diversi ciò che abbiamo intorno.

Conoscere il territorio, camminando

Escursione Passo dei Salati 16 con la guida Gabriele Milani
Escursione Passo dei Salati 16 con la guida Gabriele Milani

E poi ci sono le escursioni accompagnate e le visite guidate, altre preziose occasioni per arricchire le nostre conoscenze.

Camminare lungo un sentiero insieme a una guida, visitare un borgo, una chiesa o un luogo storico ascoltandone il racconto, significa andare oltre ciò che vediamo.

Perché magari quel sentiero lo abbiamo percorso decine di volte, davanti a quella chiesa siamo passati fin da bambini, oppure conosciamo benissimo quel paese. Mi vengono in mente per esempio, le escursioni sui “Sentieri dell’Arte”, un bellissimo modo per conoscere ed apprezzare l’arte sacra diffusa in tutto il territorio valsesiano. Basta qualcuno che ci racconti un particolare della sua storia, che ci faccia osservare un elemento al quale non avevamo mai prestato attenzione, per farci scoprire qualcosa di nuovo.

La bella particolarità di queste esperienze è proprio quella di immergerci fisicamente nei luoghi di cui stiamo imparando a conoscere la storia, l’ambiente e le caratteristiche.

Credo davvero che anche questo sia un bellissimo modo di fare cultura: uscire, osservare, ascoltare e tornare a casa conoscendo qualcosa in più di un territorio che, pur essendoci familiare, riesce ancora a sorprenderci.

Quando si alza il sipario

Accanto a conferenze, libri e incontri troviamo poi le stagioni teatrali, che dall’autunno alla primavera portano nei teatri valsesiani compagnie, attori conosciuti, spettacoli di prosa, musica e concerti.

Il Teatro Civico di Varallo e il teatro Pro loco di Borgosesia sono certamente due punti di riferimento, ma non sono gli unici teatri nel quale durante l’anno vengono proposte occasioni di spettacolo e di incontro. Sono infatti molti, i paesi della Valsesia che possiedono un teatro e lo mettono a disposizione della cittadinanza proprio a scopi culturali.

Anche queste iniziative fanno parte dello stesso quadro: una valle che, nonostante le sue dimensioni, continua a offrire possibilità culturali molto diverse.

E i giovani? Ci sono, anche se forse in modo diverso

FAI GIOVANI AGNONA

Mentre rifletto sulla quantità di iniziative culturali che vengono organizzate in Valsesia, mi viene spontaneo chiedermi quanto riescano a coinvolgere anche le nuove generazioni.

A un primo sguardo, soprattutto pensando alle conferenze e agli incontri di approfondimento, la presenza dei giovani non mi sembra particolarmente numerosa.

Ma poi ripenso ad altri eventi che ho raccontato sul sito e mi accorgo che i giovani ci sono, eccome!

Ci sono gli studenti che partecipano alle Giornate FAI come Apprendisti Ciceroni, preparandosi a raccontare ai visitatori la storia e le bellezze del nostro patrimonio artistico e architettonico.

Ci sono i ragazzi coinvolti nelle rappresentazioni storiche, come L’inquiesto Monte della Malora, dove la storia viene conosciuta e raccontata attraverso la partecipazione diretta.

Ci sono i tanti progetti che coinvolgono le scuole, ma anche le iniziative e i collettivi che cercano di portare i giovani al confronto su argomenti di attualità, temi sociali e politici.

Basta capire quali siano le occasioni e i linguaggi che riescono a coinvolgerli maggiormente e loro ci sono!

Perché anche confrontarsi sulle questioni del presente, conoscere la storia attraverso una rappresentazione o raccontare un monumento ai visitatori significa fare cultura.

Un patrimonio fatto anche di persone

Presentazione associazioni culturali Borgosesia

Mi preme sottolineare che il nostro patrimonio culturale è fatto anche dalle persone che continuano a raccontarlo e a valorizzarlo.

Da chi dedica tempo all’organizzazione di una conferenza, da chi studia e condivide una ricerca, da chi prepara una rassegna culturale, dalle biblioteche che invitano gli autori, da chi apre un museo, da chi porta uno spettacolo a teatro.

Dietro ognuno di questi appuntamenti c’è qualcuno che decide di mettere a disposizione degli altri conoscenze, tempo e passione.

E a tutte queste persone voglio dire, personalmente, GRAZIE! 

Forse dovremmo concederci un po’ più spesso il tempo di approfittarne. Non per diventare tutti esperti di storia, arte o letteratura, semplicemente per conoscere qualcosa in più.

Per fare una domanda.

Per ascoltare una storia che non conoscevamo.

Per capire meglio il luogo nel quale viviamo.

Perché la cultura, alla fine, non è qualcosa di distante dalla nostra vita. È uno dei tanti modi attraverso i quali possiamo imparare a conoscere meglio ciò che ci circonda e anche noi stessi.

Ne usciremmo tutti più ricchi.

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