Fiere autunnali in Valsesia 2026:
quattro appuntamenti con la vita di montagna
Le fiere agricole d’autunno sono tra quegli appuntamenti che raccontano la Valsesia senza bisogno di costruire grandi scenografie.
Ci sono gli allevatori con i loro animali, le razze bovine allevate sul territorio, capre, pecore e cavalli. Ci sono i produttori, i formaggi, i salumi, il miele e altri prodotti nati dal lavoro in valle e sugli alpeggi. Ci sono persone che si conoscono da anni e altre che arrivano semplicemente per vedere, assaggiare, fare qualche domanda.
Ed è questa semplicità a renderle sempre così partecipate.
Tra la fine di settembre e ottobre tornano, come ogni autunno, le tradizionali fiere agricole della Valsesia, in un periodo dell’anno strettamente legato alla vita degli allevamenti di montagna.
Le fiere autunnali Valsesia 2026: tutte le date
Il calendario prevede quattro appuntamenti:

✅Domenica 27 settembre – Scopello
Fiera di San Michele
✅Domenica 4 ottobre – Campertogno, località Isola
Fiera dell’Alta Valsesia
✅Domenica 11 ottobre – Rimella
Fiera di Rimella
✅Domenica 18 ottobre – Quarona, località Gabbio
31ª Fiera Valsesiana di Ottobre – Doccio di Quarona
Sono manifestazioni dedicate al bestiame bovino, equino, ovino e caprino accompagnate da mercatini di prodotti enogastronomici e artigianato locale, alcune propongono la fattoria didattica e altri laboratori per bambini.
Il ritorno dagli alpeggi

Durante l’estate molte mandrie salgono negli alpeggi valsesiani, dove gli animali possono pascolare all’aperto per diversi mesi. È un sistema ancora importante per numerose aziende agricole della valle e fa parte di un modo di allevare profondamente legato alla montagna.
Con l’arrivo dell’autunno si torna verso il fondovalle.
Gli animali rientrano nelle aziende e nelle stalle, dove rimarranno durante l’inverno, fino a quando la stagione permetterà nuovamente di salire.
Le fiere si inseriscono proprio in questo momento dell’anno.
Per chi vive di allevamento rappresentano da sempre occasioni di incontro e confronto. Per chi invece arriva da visitatore sono l’occasione per vedere da vicino un mondo che durante l’anno rimane spesso dentro le aziende, nelle stalle o sugli alpeggi che magari non possiamo raggiungere.
Si possono osservare gli animali da vicino, incontrare gli allevatori, chiedere informazioni sulle razze, sulle aziende, sui prodotti.
Dietro ogni animale esposto c’è un lavoro che dura dodici mesi, non soltanto il giorno della fiera.
Conoscere la Valsesia anche attraverso ciò che produce

C’è poi tutto il mondo dei prodotti locali.
I formaggi sono probabilmente il collegamento più immediato con l’allevamento di montagna. Cambiano secondo il latte utilizzato, di mucca, di capra o di pecora, la lavorazione, la stagionatura e spesso anche secondo il luogo in cui vengono prodotti, magari proprio negli alpeggi.
Comprare direttamente da chi produce permette anche di sapere qualcosa in più su ciò che portiamo a casa, oltre che a sostenere l’economia locale. Capita di fermarsi davanti a un banco per assaggiare un formaggio e finire a parlare dell’alpeggio dove è stato prodotto, di come è andata la stagione o di quanto sia cambiato il lavoro negli ultimi anni. Sono conversazioni semplici, ma raccontano il territorio molto più di quanto possa fare un’etichetta.
Ma non solo!
Ci sono i salumi, il burro, il miele e suoi derivati, lo yogurt e alcuni prodotti tipici come i biscotti e le miacce, preparati con ricette e sapori della tradizione.
Perché queste fiere hanno ancora valore

Oggi molte persone conoscono gli alpeggi soprattutto come meta di una passeggiata estiva. Ed è bellissimo così: si sale, si attraversano prati curati, si incontrano gli animali al pascolo, magari ci si ferma in un rifugio o in un agriturismo.
Ma dietro quel paesaggio, molto spesso, c’è anche un’attività agricola.
Ci sono allevatori che con il loro bestiame mantengono vivi i pascoli e continuano un mestiere che in montagna richiede esperienza, presenza e soprattutto molto lavoro.
In molti casi sono aziende tramandate di generazione in generazione. E fa piacere vedere che oggi anche diversi giovani in Valsesia hanno scelto di dedicarsi all’agricoltura e all’allevamento, magari portando avanti questo mondo con strumenti nuovi ma con lo stesso impegno che comunque richiede.
Quando visitate queste fiere, quindi, provate a non guardarle come semplici mercatini.
Dietro ogni azienda agricola ci sono uomini e donne che hanno scelto un lavoro impegnativo, legato ai ritmi degli animali e delle stagioni. Certo, oggi i macchinari hanno alleggerito molte fatiche rispetto al passato, ma allevare continua a significare esserci ogni giorno.
Perché il bestiame non conosce domeniche, festività o vacanze. Deve essere alimentato, controllato, munto, curato. Sempre.
Quando si conosce un po’ meglio quello che c’è dietro, anche una fiera si guarda con occhi diversi.
La Valsesia rurale
Guardare e accarezzare gli animali, parlare con gli allevatori del loro lavoro, comprare direttamente un prodotto locale, partecipare a un laboratorio didattico. È qui che la Valsesia rurale si mostra per quello che è ancora oggi.
E naturalmente ci si ritrova, si fanno due chiacchiere, si incontra qualcuno che magari non si vedeva da tempo. Perché le fiere agricole sono anche questo.
E forse, alla fine di queste giornate, tornando a casa con un pezzo di formaggio e il rumore dei campanacci ancora nelle orecchie, si avrà la sensazione di aver conosciuto un po’ meglio quella parte della Valsesia che lavora ogni giorno per tenere vivo il territorio








