Un passo davanti all’altro è nato tre anni fa per iniziativa di Ensemble Teatro, con la guida dei borgosesiani Andrea Piazza e Arianna Soffiati. È nato con l’obiettivo di portare il teatro sui sentieri e sui luoghi d’arte della Valsesia, unendo un’ampia rete di enti in un programma di spettacoli diffusi per tutto il territorio. Alla chiusura della terza edizione, che ha avuto luogo dal 7 al 13 agosto, i numeri parlano chiaro: sette giorni continuativi di eventi, dieci spettacoli variegati per pubblici e generi di riferimento, centinaia e centinaia di spettatori che hanno affollato fino al tutto esaurito le differenti serate. Un passo davanti all’altro si conferma così come un appuntamento di rilievo dell’estate all’ombra del Monte Rosa, mostrando una crescita tangibile da un anno all’altro.
Un’edizione dedicata alle nostre radici
In questa terza edizione, dedicata al tema “Radici, ascoltare la terra”, il festival ha ospitato artisti professionisti provenienti da tutta Italia. L’obiettivo? Guardarsi alle spalle, ai luoghi e ai tempi da dove veniamo, cercare un legame con la terra, la natura e le montagne, e farlo attraverso un programma di spettacoli molto diversi tra loro, dal circo in corda aerea di Diego Lama alle commoventi e antiche narrazioni contadine di Compagnia Salz, passando per gli sguardi giovani sul mondo di oggi di Riccardo Bursi e Pietro Cerchiello, il primo un ritorno al mondo contadino della pianura, il secondo una riscoperta attraverso un cammino di 460km in Scandinavia. All’interno del fitto programma anche due progetti dedicati alla storia della Valsesia: ha infatti debuttato “Le montagne della libertà”, con il racconto della Resistenza valsesiana attraverso le ricerche storiche del prof. Alessandro Orsi, e “La tenda della cantastorie”, apprezzatissima esperienza interattiva per famiglie dedicata alle fiabe e leggende delle nostre montagne.
📹Guarda un breve video dello spettacolo “Le montagne della libertà”
foto degli spettacoli
credit Micol Sacchi, Roberto Fiorini, A. Piazza, Soffiati
I luoghi del festival
Tanti i luoghi coinvolti in una rete territoriale che va da Carcoforo a Romagnano, passando per Rimasco, Balmuccia, Scopa, l’Alpe di Mera a Scopello, Vocca e Varallo: spazi naturali, tra boschi e montagne, ma anche luoghi d’arte nascosti.
La parola agli organizzatori
🎤«Alla fine di un’esperienza come questa i ringraziamenti sono d’obbligo e sinceri. Il primo grazie, il più grande, va al pubblico che numerosissimo ha affollato i diversi eventi, spesso tornando più sere di fila per vedere nuove proposte. E poi un enorme ringraziamento a tutti quegli enti che con il loro contributo, grande o piccolo che sia, rendono possibile la realizzazione di una macchina tanto complessa, una rete vero esempio di cooperazione per il territorio prima ancora che di sostegno alla cultura».
I sostenitori del festival
Il festival è infatti realizzato anche quest’anno con il contributo delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Vercelli e Cassa di Risparmio di Torino e con il sostegno imprescindibile di Associazione Igea e di tanti altri enti, che nominiamo tutti per ringraziarli ad uno ad uno: Alpe Campo Rimasco, Comune di Balmuccia, Comune di Romagnano Sesia, Comune di Scopa, Palazzo dei Musei, Pro Loco Alpe di Mera , Pro Loco di Carcoforo, Pro Loco di Rimasco, Sesia Rafting e Unione Montana dei Comuni della Valsesia. Hanno patrocinato lo svolgimento della rassegna: ATL Terre Alto Piemonte, Comune di Alto Sermenza, Comune di Borgosesia, Istituto per la Storia della Resistenza e della Società Contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia, MEV Museo Storico Etnografico della Bassa Valsesia.



















